Muore a 5 anni al Civile di Brescia: inchiesta "sulla diagnosi"

13 gennaio 2017 ore 12:24, Luca Lippi
Sul decesso della bambina di 5 anni morta al Civile di Brescia è stata aperta un’inchiesta. Abbiamo scritto del caso appena avuta la notizia qui. Come si conviene in questi casi, naturalmente si indaga sulle cause.
A causare il decesso della piccolina è stata la meningite, una forma causata dallo pneumococco, batterio non contagioso. La bambina di origini pachistane frequentava regolarmente la locale scuola materna e viveva con la famiglia a Inzino, una frazione di Gradone Valtrompia.
Non è stata riscontrata l’esigenza di disporre una profilassi tra chi è entrato in contatto con lei, questo è stato stabilito dopo il ricovero in ospedale di Brescia dove è stata sottoposta a regolare diagnosi. Dalla diagnosi è emerso che il batterio non era contagioso.
L’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera ha fatto sapere che la regione Lombardia farà aprire un’inchiesta, supportata da apposita commissione. Dice Giulio Gallera:Diamo mandato all’Ats di verificare se l’azienda ha compiuto tutto ciò che poteva compiere per una diagnosi immediata e precoce della malattia”.
L’assessore lombardo ha ritenuto opportuno disporre l’inchiesta poiché, come da lui stesso dichiarato: “Dai primi approfondimenti fatti dall’azienda, sembra che la bimba sia stata portata al pronto soccorso un pomeriggio di venerdì o sabato con sintomi che sono stati ritenuti influenza e che dopo 12-14 ore, quando è ritornata fosse già in una situazione ormai compromessa: da subito si è agito per affrontarla come una meningite da pneumococco, ma non c’è stato nulla da fare, è stata curata con esito purtroppo non positivo”. 

Muore a 5 anni al Civile di Brescia: inchiesta 'sulla diagnosi'

In sostanza dalle parole dell’assessore sembra emergere un sospetto di una prima diagnosi sbagliata! Ovviamente l’inchiesta chiarirà ogni circostanza, negli ospedali italiani la professionalità e la scrupolosa adeguatezza delle procedure in protocollo non consentono alcun margine di errore, sicuramente l’inchiesta farà emergere semplicemente che il caso della piccola è un altro caso di meningite come tutti gli altri.
Di fatto, è utile ricordare che la bambina non era vaccinata contro la meningite da penumococco che l’ha uccisa: “Ricordiamo che dal 2012 c’è la vaccinazione anti-pneumococcica che è facoltativa, ma in Lombardia viene offerta a tutti i bambini, molti sono vaccinati mentre questa bambina non lo era”, ha sostenuto l’assessore Gallera.
A dicembre, sempre in provincia di Brescia, era morto per meningite un imprenditore di Chiari. Renato Goffi, 59enne, ha perso la vita nella prima metà del mese per un’infezione batterica da meningococco di tipo C. In questo caso era scattata la profilassi in quanto questo batterio, a differenza dello pneumococco, è contagioso. In entrambi i casi è comunque possibile vaccinarsi.
In Lombardia il piano di vaccinazione antimeningococco è già operativo. 
Vi possono accedere tutti i soggetti non inclusi nelle categorie per le quali, come previsto dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale e il conseguente piano regionale, l'offerta è già gratuita. 
Il costo della prestazione in copagamento sarà composto dal costo del vaccino scelto (antimeningococco B; antimeningococco C; antimeningococco ACWY), più il costo di somministrazione per singola dose pari a 9,954 euro. 
Secondo le direttive del piano nazionale di prevenzione vaccinale alcune categorie hanno diritto alla somministrazione del vaccino gratuitamente. Si può approfondire qui.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...