Nubifragio a Livorno, "tempesta" fra sindaco e vescovo: botta e risposta

14 settembre 2017 ore 10:05, Americo Mascarucci
"Chi doveva avvertire la gente? Sono state fatte le delibere per cambiare i protocolli?". Il vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti punta il dito contro l’amministrazione cittadina a guida 5Stelle dopo il devastante nubifragio che ha colpito la città nella notte fra sabato e domenicacon danni ingenti e morti fra la popolazione. L’attacco è giunto proprio nel giorno dei funerali delle vittime del disastro. Il vescovo accusa l’amministrazione di non aver prevenuto a sufficienza il rischio, e ovviamente il sindaco M5S Filippo Nogarin non ha gradito. Risultato, è nato uno scontro fra i due e anche molto acceso.
Nubifragio a Livorno, 'tempesta' fra sindaco e vescovo: botta e risposta

COSA HA DETTO IL VESCOVO
"Non serve perdersi nelle polemiche, le polemiche non fanno resuscitare le persone - ha attaccato monsignor Giusti -  Cambiamo i protocolli, vediamo di modificare ciò che c'è da modificare e fare ciò che si deve fare perché quello che è accaduto non accada più: ci sarà bisogno di un sistema di allarme per avvisare la gente". 
Poi il vescovo aggiunge: "Chi doveva gridare di uscire alla gente? Chi doveva avvertire? Devo dare ragione al ministro Galletti, è cambiato il clima. E chi non accetta il cambiamento climatico è 'sonato', come si dice a Livorno. Ma alla domanda: sono stati cambiati i protocolli? Si è fatta subito una riunione di giunta per cambiare queste cose? Si sono fatte subito delle delibere? Altrimenti si fanno chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere e la gente continua a morire", ha inoltre detto il vescovo parlando con i giornalisti.
 "Credo che ciascuno di noi cerchi di fare del suo meglio, ma io sostengo questa tesi: è inutile stare ad arrampicarsi sulle polemiche, perché le polemiche non fanno resuscitare queste persone. Noi dobbiamo cercare di evitare che queste cose accadano", ha aggiunto. Rispondendo a un giornalista che gli chiedeva di chi fosse la colpa della morte della morte del piccolo Filippo Ramacciotti, il vescovo ha poi risposto: "Sta alla procura che ha aperto un'inchiesta accertarlo. Ho grande fiducia nel procuratore che conosco, e mi auguro che faccia alla svelta".

LA REPLICA DEL SINDACO
"Dovrebbe occuparsi delle anime delle persone. Invece questo vescovo si occupa di cose che non sono di sua competenza" ha attaccato il sindaco pentastellato Noi in realtà - ha detto Filippo Nogarin - abbiamo fatto tantissime cose da tre giorni a questa parte. Stiamo tenendo in piedi concretamente una macchina di emergenza che ha ricevuto i complimenti dei vertici nazionali della protezione civile, dimostrando che non solo la macchina amministrativa c'è ma che la città ha un cuore enorme e dopo essere stata colpita da una calamità naturale sta cercando di rimettersi in piedi in tempi record. "Non mi sembra che possa recriminare qualcosa a me - ha concluso il sindaco - o alla giunta o al gruppo di maggioranza, qualcosa di differente rispetto a quello che abbiamo già fatto. Rimando al mittente questo comportamento che per certi versi mi lascia perplesso".
E pensare che quando Nogarin fu eletto sindaco lo stesso vescovo finì nell’occhio del ciclone per alcune dichiarazioni post voto che sembravano salutare con favore il cambiamento nella roccaforte rossa d’Italia. La luna di miele evidentemente è durata poco.

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