Camorra, appalti e mazzette in Campania: maxi retata "di politici"

15 marzo 2017 ore 17:34, Americo Mascarucci
Una vasta inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato alle prime luci dell'alba gli uomini della Guardia di Finanza ad eseguire settanta misure di custodia cautelare a carico di politici, sindaci di Comune del Casertano e imprenditori. Sarebbero accusati a vario titolo di aver pilotato appalti pubblici per favorire imprenditori in odore di camorra in cambio di consenso elettorale.
Le accuse vanno dalla turbativa d'asta ai reati di criminalità organizzata.
Camorra, appalti e mazzette in Campania: maxi retata 'di politici'

LA TESTE CHIAVE
L'indagato eccellente in questo caso è un ex assessore regionale della Campania tuttora consigliere regionale in quota Nuovo Centrodestra inguaiato dalla teste chiave dell'inchiesta, ossia una faccendiera di Mugnano di Napoli. La donna che starebbe collaborando con gli inquirenti avrebbe consegnato tangenti ai politici per conto degli imprenditori. La donna inoltre è nota per essersi spesa molto alle ultime elezioni regionali per la rielezione dell'esponente Ncd. 

GLI APPALTI
Nel mirino degli inquirenti una serie di appalti che secondo l'accusa sarebbero stati truccati dietro il pagamento di tangenti favorendo imprenditori vicini alla Camorra.  Oltre che a Santa Maria Capua Vetere, gli appalti finiti nel mirino della Dda sarebbero stati banditi per i comuni di Piedimonte Matese, Riardo, Casoria, Cicciano ed Alife e riguardano molti beni di interesse storico e archeologico. Fra gli arrestati c'è anche una ex dirigente della soprintendenza. In manette anche alcuni sindaci tra i quali i primi cittadini di Aversa e Riardo. 
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