Fiaccolata anti vaccini obbligatori, migliaia in corteo per dire No

17 luglio 2017 ore 10:55, Americo Mascarucci
La protesta contro l'obbligo dei vaccini imposto dal Decreto legge Lorenzin è finita a fiaccolate. Il popolo no-vax (anche se questa etichetta è in parte sbagliata visto che gli organizzatori insistono nel ribadire che la protesta non è contro i vaccini ma esclusivamente contro l'obbligo) si è ritrovato in diverse città italiane animando lunghi cortei con fiaccole con l'obiettivo di "tenere acceso" il diritto dei genitori di poter scegliere liberamente. E sebbene il Decreto sia stato modificando in Senato e il suo impatto molto mitigato soprattutto sul versante sanzionatorio, continuano ad essere molti i genitori che ritengono anti-democratico imporre l'obbligo dei vaccini per l'iscrizione a scuola dei bambini. Sono dieci i vaccini rimasti obbligatori (anti-poliomielitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella) mentre altri 4 restano "fortemente consigliati" (anti-meningococcica B e C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus).
Fiaccolata anti vaccini obbligatori, migliaia in corteo per dire No
 

La fiaccolata più numerosa si è svolta a Lecco e ha visto la presenza di oltre trecento persone con il sostegno anche di alcuni esponenti della Lega Nord come il senatore del Carroccio, Paolo Arrigoni. Diversi i cartelli e gli striscioni esposti dai manifestanti a difesa dei bambini, primi soggetti interessati dal provvedimento del Ministero. "Non contro i vaccini ma contro il loro obbligo" hanno ribadito più volte i manifestanti chiarendo che non si possono espropriare i genitori dal decidere cosa è meglio per i propri figli. 
Altra fiaccolata a Taranto dove un migliaio di persone è partita dall’Arsenale ed è arrivata in piazza Garibaldi. Vi ha partecipato anche l’avvocato Marcello Stanca, che segue da oltre 25 anni genitori i cui figli hanno subìto danni da vaccino. Nel capoluogo jonico sono arrivati pullman da Lecce, Brindisi e Foggia. E anche uno con a bordo una cinquantina di ruvesi, coadiuvati da Dina Iosca, e circa trenta persone provenienti da Bisceglie, Barletta e Bari.
Altre fiaccolate sono state organizzate a Bologna, Macerata, Novara, Roma con la partecipazione di genitori e bambini, ma anche di numerosi esponenti politici: Al Nord molto contestata è stata l'adesione alle fiaccolate di esponenti del Carroccio, prima fra tutti Novara dove esponenti di punta hanno invitato alla mobilitazione. Posizione perfettamente in linea del resto con l'azione del presidente del Veneto Luca Zaia che ha impugnato il Decreto davanti alla Consulta per difendere il diritto delle regioni a non imporre obblighi. 

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