Villongo shock: lui l'aggredisce col coltello, lei scappa lo investe e uccide

19 giugno 2017 ore 11:48, Luca Lippi
Aggredita con un coltello, nel tentativo di sfuggire all’aggressione lo investe. Accade a Villongo, in provincia di Bergamo, dove un uomo, armato di coltello, ha minacciato e attaccato una donna. L’episodio è avvenuto stamattina attorno alle 8 in via Roma. Dalle prime indiscrezioni la vittima avrebbe 40 anni e pare non sia ignoto all’altra vittima. Certo, le vittime sono due, è una tragedia nella tragedia. Pare che da tempo il quarantenne, di nazionalità indiana, infastidisse in modo pesante la donna. L’uomo l’avrebbe rincorsa e lei, nel tentativo di fuggire, lo avrebbe investito accidentalmente. Stamattina l’ennesimo appostamento dell’uomo, fuori dal luogo di lavoro della donna, impiegata in Comune a Villongo.
La vittima brandiva un coltello - la donna, per evitarlo, sarebbe scappata in macchina travolgendolo. L’uomo è caduto a terra e a causa delle ferite riportate nell’investimento è morto poco dopo. Sul posto il 118 e i carabinieri che stanno indagando sul caso.
Villongo shock: lui l'aggredisce col coltello, lei scappa lo investe e uccide
Non si sa bene che tipo di conoscenza regressa ci fosse fra la donna e la vittima, sta di fatto che ci si trova ancora una volta a dover affrontare , presumibilmente, un altro caso di stalking e ancora una volta ai danni di una donna, anche se stavolta il destino ha voluto scegliere la capitolazione dell’aggressore.

Il fenomeno degli “atti persecutori” - più noto come stalking, termine inglese che ha origine venatoria e significa, letteralmente, fare la posta ad una preda, inseguire, braccare e, in senso più lato, disturbare, assillare, perseguitare. rappresenta un vero e proprio allarme sociale. Teoricamente il delitto di “atti persecutori” non appartiene ad un genere specifico: interessando indifferentemente uomini e donne, può essere compiuto da qualsiasi soggetto destinatario di doveri e/o obblighi penalmente sanzionati. Di fatto, però, nella quasi totalità dei casi, la vittima è una donna e il persecutore è un uomo, per lo più ex coniuge, ex fidanzato, ex partner o, comunque, soggetto conosciuto dalla vittima.
Secondo dati diffusi dall’Istat nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, in Italia il 16,1% delle donne ha subìto atti persecutori almeno una volta nella propria vita, per un totale di circa 3 milioni 466 mila. Solo nell’anno 2014 le vittime da parte di ex partner sono state 147 mila. La fascia d’età più colpita è quella tra i 25 e i 34 anni.

La relazione 'preda/predatore'  - il copione è per lo più il medesimo: il soggetto assillante comincia a perseguitare quello che per lui è un oggetto ossessivo di desiderio, insinuandosi – con telefonate, lettere, sms, e-mail, facebook, o altri mezzi – ripetutamente nella vita privata della preda/vittima. Per lui la vittima non è un soggetto dotato di inalienabile dignità, ma un “oggetto” sul quale concentrare la propria attenzione. Recenti tragici episodi confermano la tendenza alla escalation degli atti persecutori: si parte da episodi piuttosto innocui ancorché fastidiosi per giungere a episodi pericolosi che possono sfociare in atti di vera e propria violenza o addirittura in brutali omicidi (femminicidi).

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autore / Luca Lippi
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