Blue Whale, dal gioco suicidio alle bufale. Ma a Pescara un caso sospetto

19 maggio 2017 ore 16:41, Andrea De Angelis
Come talvolta capita, in Italia a spiegare ciò che a volte neanche si conosce sono Le Iene. Una denuncia, la loro, senza mezzi termini verso un fenomeno che da un lato sta prendendo sempre più piede, ma dall'altro (come vedremo) rischia anche di ingigantirsi tra mezze verità e fatti letti in maniera non proprio corretta. Cos'è dunque il cosiddetto blue whale? Così come le balene azzurre, per morire, decidono di suicidarsi arenandosi sulla spiaggia, così anche gli adolescenti, sobillati da veri e propri criminali presenti sui social, decidono di accettare 50 sfide, sempre più estreme, che li trasformano e li portano fino alla depressione. La regola è quella di non dire nulla ai genitori, pena pesanti ritorsioni sui propri cari, l'ultima sfida, quella finale, è il suicidio, ovviamente facendosi riprendere in video dagli amici per poter avere una testimonianza.

Blue Whale, dal gioco suicidio alle bufale. Ma a Pescara un caso sospetto
QUANTO PERICOLO E QUANTA FINZIONE
Quando si parla di simili argomenti, il rischio è di scivolare come detto in delle descrizioni che poco hanno a che fare con la realtà dei fatti. Il web, si sa, è una rete e come tale può anche diventare pericolosa. Detto ciò, ovviamente regge il vecchio e vero discorso di come simili rischi vengano corsi dai soggetti più deboli, quelli che rischiano di finire letteralmente nella rete, intesa questa volta come trappola. Di blue whale se ne iniziò a parlare quasi un anno fa in Russia, ma i presunti casi di 80 (!) suicidi in realtà non avrebbero ancora delle prove circa il collegamento con quello che, a questo impropiamente, viene definito come un semplice gioco. Guai, dunque, ad abbassare la guardia. Ma occhio anche a non cadere nella classica bufala del giorno. 

I SUICIDI TRA GLI ADOLESCENTI
Vi è poi da considerare un'altra chiave di lettura. In un paese come la Russia, dove il tasso di suicidi tra gli adolescenti è abbastanza alto, purtroppo simili fatti esistevano ben prima che si iniziasse a parlare del blue whale. Inoltre, elemento non di poco conto, occorre chiedersi se certi gruppi siano in grado di condizionare i singoli, o se piuttosto dei singoli accomunati da caratteristiche psicologiche particolari finiscano, quasi naturalmente, per ritrovarsi in dei contesti sociali più grandi. Che esulano dal singolo. Attenzione perciò a non arrivare presto a delle affermazioni che suonano come sentenze, ma forse necessitano di maggiore attenzione. 

BLUE WHALE A PESCARA
Quello che dunque sarebbe una sorta di invito al suicidio è, forse, arrivato anche in Italia. Stando a quanto si legge sui quotidiani nazionali, in particolare su Il Giornale, ci sarebbe stato un caso in quel di Pescara con protagonista una giovanissima ragazza. La tredicenne si sarebbe procurata alcune ferite con una lama sul braccio, tracciando la figura della balena. Sembrerebbe, stando a quanto riporta Il Giorno, che si trovasse proprio alla fine del gioco, ovvero il momento in cui l'ultima regola impone di andare all'ultimo piano di un palazzo e gettarsi nel vuoto. A salvare la ragazzina sarebbero state le amiche dopo aver visto il simbolo della balena disegnato, col sangue, sul braccio. Su tutta questa storia il condizionale, ovviamente, resta d'obbligo. 

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