Francia, Fillon non si ritira: "Vi dico a cosa puntano davvero i giudici"

02 marzo 2017 ore 8:22, Adriano Scianca
François Fillon, il candidato alle presidenziali francesi per la destra moderata messo all'angolo da un'inchiesta su incarichi giudicati fittizi e affidati a familiari, si ribella ai giudici. Ieri ha deciso di fare un annuncio alla stampa e tutti hanno creduto che si stesse per ritirare. L'uomo ha appena ricevuto una convocazione dai pm e dovrà essere interrogato il 15 marzo. 

Francia, Fillon non si ritira: 'Vi dico a cosa puntano davvero i giudici'

L'INCHIESTA
Fillon ha invece contrattaccato: “Non cederò, andrò fino in fondo. È un assassinio politico, lo stato di diritto è stato sistematicamente violato, la presunzione d'innocenza è sparita”. L'inchiesta che riguarda Fillon  ha a che fare con il denaro pubblico incassato sotto forma di rimborsi per lavori mai svolti da vari esponenti della sua famiglia. Le Canard Enchainé, autore dello scoop, ha scoperto che la moglie di Fillon, Penelope, ha guadagnato oltre 900mila euro, più dei 500mila euro inizialmente citati. Tra il 1988 e il 2013, con intervalli e pause, la signora Fillon è stata assunta come assistente parlamentare prima con il marito e poi, quando lui è diventato premier, con il suo sostituto. Non che la cosa sia vietata, in Francia, a differenza che in Italia, il problema è che sembrerebbe trattarsi di impieghi fittizi. Penelope non è mai stata vista all'Assemblée Nationale e pochissimo in altre situazioni pubbliche, inoltre non aveva né un account email né un tesserino per entrare nel Parlamento. Fillon avrebbe inoltre stipendiato due dei suoi figli quando era al Senato, per un totale di 84mila euro. In queste ore era addirittura comparsa la notizia di un fermo giudiziario per Penelope, poi smentita. 

IL CONTRATTACCO
Proprio per mettere a tacere le voci, Fillon ha quindi deciso di sfidare apertamente i magistrati: “Sono convocato il 15 marzo dai giudici istruttori allo scopo di essere indagato, ma non riconosco i fatti che mi vengono contestati. Non ho fatto abuso di soldi pubblici. Come quasi un terzo dei parlamentari, ho affidato dei lavori ai miei famigliari perché potevo contare sulla loro fiducia e sulle loro competenze. Mi hanno in effetti assistito e lo dimostrerò”. Secondo Fillon, l'inchiesta intende mettere “la museruola alla voce di milioni di elettori. Mi presenterò davanti ai giudici. Ma non cedo, non mi arrendo, non mi ritiro. Andrò avanti fino alla fine perché al di là della mia persona, è tutta la democrazia a subire una sfida”. Per il gollista, la data della convocazione dai giudici “è stata scelta perché cade appena due giorni prima della chiusura delle candidature, è calcolata in modo da impedire di essere candidato all’Eliseo a me, e a qualsiasi altro esponente della destra e del centro”.
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