Sisma story, ritardi ricostruzione e polemiche Pirozzi su tassa di successione

20 giugno 2017 ore 12:48, Luca Lippi
Terremoto, si avverte una sorta di scollamento tra quello che decide il Parlamento e quello che pensa il premier Gentiloni. Il presidente del Consiglio ha costituito fondo per la ricostruzione: oltre un miliardo di euro all'anno per i prossimi tre anni per la ricostruzione delle aree colpite da terremoto, una priorità, ha ripetuto anche a Cernobbio. Ma Gentiloni ha percorso un terreno, il decreto terremoto, che i parlamentari di maggioranza, quelli che lo appoggiano, hanno minato e distrutto a suon di emendamenti. Eppure Gentiloni ha detto: "Stanzieremo almeno un miliardo all'anno e per tre anni, ma stiamo lavorando per avere risorse più ingenti possibili. Le modalità con cui questo fondo sarà utilizzato saranno rese note dal governo ad aprile". E puntualmente nella ‘manovrina’ ecco il ‘Sismabonus e fondo solidarietà comunale’, un fondo di 3 miliardi in tre anni. Previsti maggiori spazi finanziari per usare le risorse destinate alla ricostruzione. E rientra nel testo il diritto al 90% del Fondo di solidarietà comunale 2017. Inoltre, i presidenti di Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia potranno stipulare mutui per il finanziamento degli interventi di miglioramento antisismico. Prorogata, tra l'altro, la zona franca per il sisma in Emilia del 2012. Approvata la disposizione che estende il sismabonus all’acquisto di case demolite e ricostruite, mentre vengono stanziati 40 milioni in tre anni per la progettazione definitiva ed esecutiva di opere pubbliche in comuni ad alto rischio sismico. I contribuenti delle aree interessate dal terremoto beneficeranno, poi, di una dichiarazione dei redditi più semplice. Il modello 730, infatti, potrà essere presentato senza sostituto d'imposta: si riceverà il rimborso direttamente dall'Agenzia delle entrate.
Sisma story, ritardi ricostruzione e polemiche Pirozzi su tassa di successione
Per Sergio Pirozzi ben venga la pioggia di soldi promessa, ma si diano indirizzi precisi, si recuperi l'economia, si ricostruiscano paesi dove le comunità hanno radici, si rilanci il turismo, si salvaguardi la storia e la cultura dei luoghi terremotati. 
Che fossero argomenti e richieste avanzate a suo tempo lo ha ribadito sempre il sindaco di Amatrice. Sergio Pirozzi ha sottolineato che queste misure erano state sollecitate da tempo e che riguardano sia il fronte fiscale che quello contributivo. Pirozzi si è detto fiducioso e soddisfatto dell'impegno preso da Gentiloni. I sindaci in più occasioni avevano indicato il modello della zona franca urbana dove favorire lo sviluppo di specifici programmi fiscali e contributivi, un modo nuovo mai sperimentato prima per le zone terremotate. Adesso si tratta di capire quali soluzioni proporrà il governo ai politici locali, chi li seguirà, chi eviterà che gran parte di questo denaro venga speso nel peggiore dei modi.
I comuni di Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria che sono entrati a far parte del cratere sismico sono 140, mentre i danni che le scosse di terremoto, da agosto a oggi, hanno causato ammonterebbero a circa 23 miliardi e mezzo di euro. Più di quanto comunque verrà stanziato dal Governo. Tutto quello che Gentiloni ha annunciato in parte rifà il verso a quanto avevano presentato e richiesto gli amministratori locali al governo stesso in commissione Ambiente. Lì addirittura c'era stato un progetto di legge elaborato dall'Università di Camerino che è stato demolito con gli emendamenti.

Il sindaco Sergio Pirozzi chiede un'inversione di rotta al governo – a dieci mesi dal terremoto del 26 agosto 2016, la situazione è ancora di piena emergenza. Ad Amatrice come in altri magnifici borghi del centro Italia. Ha detto Pirozzi: "Nonostante tutto la mia gente sta qui, resiste, appassionatamente innamorata di questa terra". Logico sentirsi abbandonati se si vive in un paese raso al suolo, con "quattro terremoti subìti e il 90% delle case da abbattere". E dove, a quasi un anno dalla prima scossa distruttiva, persino lo smaltimento delle macerie non è stato avviato, "perché la Regione Lazio non ha ancora fatto la gara".

Come se non bastasse, al danno si aggiunge la beffa: i parenti delle vittime del terremoto saranno costretti a pagare la tassa di successione per le abitazioni distrutte dal sisma. Un errore del governo, che nella manovra correttiva non ha previsto l’auspicata esenzione. Sottolinea il sindaco di Amatrice: "E' qualcosa di profondamente ingiusto. Penso ai tanti orfani che saranno costretti a sborsare denaro per qualcosa che proviene loro dai genitori, dai nonni, dagli avi. Oggi quelle proprietà sono macerie, e oltre ai lutti, al dolore, alle tante difficoltà, queste persone si troveranno di fronte anche questo scoglio".
Prosegue Pirozzi: “Con una delibera di giunta è stato chiesto, insieme ad altri interventi urgenti ed essenziali, anche questo: che la tassa di successione venga abolita. Siamo certi che le istituzioni saranno capaci di farlo, in caso contrario c'è sempre la Contea di Amatrice (la “no tax area” voluta da Pirozzi in cui sarà il Comune, attingendo dalle donazioni, a coprire le tasse di chi ha un'attività produttiva da rilanciare). Rimborseremo noi chi sarà costretto a pagare le tasse sulle macerie e sui morti, grazie alle donazioni ricevute sul conto corrente dedicato all'emergenza terremoto che ci sono pervenute dal grande cuore degli italiani e non solo".
Come se non fosse già sufficiente, permangono i fenomeni di sciacallaggio e il Comune ha ancora esigenze di presidio e vigilanza di tutte queste aree. In più, sottolinea il sindaco, c'è la necessità di effettuare controlli sulle imprese appaltatrici. Ebbene, oggi nel comune in provincia di Rieti ci sono due soli assessori, un solo agente di polizia municipale, due soli vigili del fuoco. Da qui lo sfogo del primo cittadino: "Possibile che non ci si renda conto che qui il paese è raso al suolo? Non si può pensare di gestire una situazione come questa con un'amministrazione adatta al tempo di pace".

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autore / Luca Lippi
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