Morbillo a ospedale di Monza, allarme post bimbo leucemico: 6 casi

26 giugno 2017 ore 13:57, Andrea Barcariol
Il morbillo continua a far paura. L'epidemia in Italia non si ferma e i numeri sono allarmanti. In Brianza, ad esempio, nelle ultime due-tre settimane si sono registrati 15 casi di morbillo, almeno 6 di questi all’interno dell’ospedale San Gerardo di Monza dove giovedì scorso è morto un bambino leucemico di sei anni in seguito alle complicazioni dovute al virus, contratto a marzo.

Morbillo a ospedale di Monza, allarme post bimbo leucemico: 6 casi
Il livello di allerta si è alzato in tutta l'Ats Brianza e i funzionari dell'ufficio prevenzione hanno creato un gruppo di lavoro per monitorare la situazione dei contagi al San Gerardo, ma anche nelle altre strutture della zona e per cercare di limitare la diffusione della malattia. Obiettivo: individuare l’origine del contagio e i mezzi con cui si è propagato il morbillo per limitarne la diffusione. L’attenzione è rimasta alta anche nelle settimane successive al picco di casi. In occasione di una conferenza stampa organizzata al San Gerardo dalla Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma (Fmbbm), che gestisce la clinica pediatrica, sono state prese misure speciali di cautela per gli ospiti. Il percorso per far arrivare le autorità alla sala destinata all’incontro è stato modificato in modo che non attraversasse i reparti a rischio, dove si è ammalato anche il personale sanitario.

Si continua intanto a discutere del caso del bambino malato di leucemia che ha perso la vita giovedì scorso.
"I fratellini non c'entrano nulla con il morbillo - ha spiegato il professor Andrea Biondi, primario della Clinica Pediatrica del San Gerardo - I fratellini hanno avuto il morbillo in un secondo momento. Il problema è che abbiamo avuto un'epidemia che non ha colpito una regione, ha colpito l'Italia". Poi Biondi ha lanciato un appello per il futuro pro vaccinazioni: "Da questo dramma bisogna prendere come lezione positiva questa verità: se viene meno l'effetto di una comunità, le persone e i bambini più deboli possono pagare un prezzo più alto. Questa è la lezione che dobbiamo prendere, non cercare dei responsabili, e tantomeno pensare che i genitori, che vivono un dramma nel dramma, possano essere considerati responsabili". Ma se i fratellini fossero stati vaccinati, il bimbo deceduto poteva salvarsi? "La risposta è no", ha detto categorico il primario. "E' fuori da ogni possibilità. Anche i fratelli si sono ammalati perché abbiamo vissuto un periodo in cui tanti, giovani e adulti, si sono ammalati di morbillo. Siamo scesi sotto la soglia giudicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità di 'protezione della comunità'. E se questo è successo vuol dire che deve esserci un richiamo a tutti per ribadire che bisogna vaccinarsi: per proteggere i nostri figli, ma anche per un senso di responsabilità nei confronti degli altri, dei più deboli, che potrebbero non essere in grado di farlo".

IL MINISTRO: "L'aumento dei casi di morbillo conferma l'allarme - aveva scritto il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin -. Fondamentale e urgente l'applicazione del nuovo piano vaccini (approvato a maggio con decreto legge del govenro ndr)". Fra le complicanze le più frequenti sono risultate diarrea (21,1%) e stomatite (17,3%), mentre si sono avuti anche trombocitopenia, ovvero un calo delle piastrine nel sangue (5%), convulsioni (0,4%) ed encefaliti (0,1%).

MORBILLO: 
E' una malattia infettiva virale molto contagiosa, che viene detta infantile perché colpisce spesso i bambini tra 1 e 3 anni, eduna volta contratta e guarita instaura nell’organismo una immunità permanente, cioè non ci si può più ammalare di questa patologia per il resto della vita. La protezione immunitaria definitiva è la stessa e identica a quella che assicura il vaccino contro il morbillo, da giorni divenuto obbligatorio nel nostro Paese. Nel 2002 in Italia si è verificata una vasta epidemia, con una stima di oltre 40mila bambini infettati, con molte centinaia di ricoveri negli ospedali. Per tale motivo nel 2003 è stato inaugurato il “Piano di eliminazione del morbillo”, e già nel 2005 si è avuto il minimo storico di incidenza di tale malattia.

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