Comandante vigili spara a figlio e a sé. Sindaco: "Soffrì per suicidio padre"

27 luglio 2017 ore 14:35, intelligo
Forse un raptus ha spinto il comandante della polizia municipale di Monte Argentario a sparare al figlio e a se stessa subito dopo. E ora il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, dopo l'omicidio-suicidio avvenuto stamani a Porto Santo Stefano, ha voluto ricordare Loredana Busonero così: "Loredana aveva molto sofferto in passato per la morte del padre. Suo padre - ha aggiunto riferendosi alla comandante dei vigili urbani - morì suicida e lei ha sempre detto che il padre l'aveva tradita". In passato la donna aveva sofferto anche di diversi problemi di salute, da cui però era uscita. "Un po' di nervosismo negli ultimi giorni?", spiega il sindaco riferito ancora alla comandante dei vigili urbani. "Forse - ha osservato - ma come sempre in questo periodo di grande afflusso di turisti in una zona come questa.
Comandante vigili spara a figlio e a sé. Sindaco: 'Soffrì per suicidio padre'
CHI ERA LOREDANA
Loredana Busonero, 55 anni era laureata all'università di Siena. Entrata a far parte del corpo di polizia municipale di Monte Argentario nel 1993. Nel 1997, quando già era comandante, aveva sposato l'allora sindaco della cittadina ed ex vicepresidente della Provincia di Grosseto, l'avvocato Marco Visconti. Nel maggio del 2015, però, a soli 56 anni, Visconti è morto. Secondo quanti conoscevano la donna, il gesto di questa mattina non può essere spiegato con il dolore, seppur grande, per la scomparsa del marito.

IL FATTO 
Prima di rivolgere l'arma verso se stessa e togliersi la vita. E' accaduto prima delle 8 di mattina, nella loro casa, una villetta in un residence sulla strada panoramica del Sole, a Porto Santo Stefano. L'allarme è stato dato dai vicini che hanno sentito gli spari. Il ragazzo, colpito mentre ancora dormiva, doveva essere portato con l'elisoccorso all'ospedale Le Scotte di Siena ma è morto prima del trasferimento. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Orbetello per le indagini coordinate dal pubblico ministero Maria Navarro. Nell'abitazione gli investigatori, che hanno posto sotto sequestro anche l'ufficio della donna, non hanno trovato alcun biglietto che spiegasse i motivi del gesto.
In passato Busonero era stata a processo per una duplice accusa di abuso di ufficio per una vicenda di concessioni demaniali, ma era stata assolta in entrambi i procedimenti. E fino a ieri, secondo quanto riferiscono alcune fonti, è andata a lavoro senza che nessuno scorgesse alcun segno di sofferenza. 
autore / intelligo
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