Figlie femmine 'cocche' di papà, maschi motivati: la ragione nel cervello

27 maggio 2017 ore 13:43, Stefano Ursi
Uno studio della Emory University di Atlanta tenta di dare una spiegazione ad una circostanza che conosciamo bene dall'esperienza: spesso il rapporto fra i padri e figli maschi e femmine è diverso. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista 'Behavioral Neuroscience', la risposta diversa alle esigenze e alle richieste quando vengono dalle figlie femmine parte direttamente dal cervello; il test dei ricercatori ha preso in esame 52 padri con figli piccoli (22 maschi e 30 femmine) e tramite uno scanner cerebrale ha tentato di comprendere come il meccanismo di risposta alle diverse richieste si metta in moto e prenda vie, appunto, differenti.

Figlie femmine 'cocche' di papà, maschi motivati: la ragione nel cervello
A spiegare le info necessarie a farsi un'idea, Jennifer Mascaro, che ha condotto la ricerca come dottorato nel laboratorio dell'antropologo Emory James Rilling, autore principale dello studio: "Quando un bambino gridava o chiedeva del papà, i padri delle figlie femmine hanno risposto di più rispetto ai padri dei maschi. Dobbiamo essere consapevoli di come elementi inconsci possano giocare un ruolo nel modo in cui trattiamo anche i bambini molto piccoli". Lo studio evidenzia, dall'osservazione registrata dei comportamenti tramite strumenti di rilevazione, spiegano i ricercatori in una nota sul sito dell'ateneo, che i padri delle figlie femmine oltre ad essere più attenti hanno cantato canzoncine più spesso e hanno più probabilità nell'uso di parole associate ad emozioni legate alla tristezza, come "piangere", "lacrime" e "solitudine".

I padri delle figlie hanno anche usato più parole associate con il corpo, come "pancia", "guancia", "faccia", "grasso" e "piedi". I padri dei figli maschi, invece, si impegnavano a giocare con il loro bambino e utilizzavano più linguaggi relativi al ''potere'' e al ''successo'': parole come "migliori", "vincere", "super" e "superiori". Al contrario, i padri delle figlie hanno usato più linguaggi analitici, parole come "tutto", "sotto" e "molto", che i ricercatori hanno collegato al futuro successo accademico. Insomma, anche la scienza conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che i papà hanno sempre un debole per le figlie femmine.

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autore / Stefano Ursi
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