Loreto Mare e la risposta ai furbetti: dalle impronte di De Luca alla protesta in piazza

28 febbraio 2017 ore 13:04, Americo Mascarucci
Altro che impronte digitali, contro gli assenteisti nel pubblico impiego, l'unica misura giusta è il licenziamento. E' ciò che chiedono i precari della sanità in Campania dopo lo scandalo dell'ospedale Loreto Mare e dei 24 indagati per assenteismo. Il Governatore Vincenzo De Luca aveva annunciato: "Ho dato disposizione ai direttori generali di verificare la possibilità di estendere il controllo digitale della firma. Con l'impronta digitale non è possibile fare imbrogli". Poi aveva aggiunto: "Occorre stipulare un'intesa con i Nas per opportune verifiche e studiare un modo attraverso il quale monitorare e controllare la presenza nel luogo specifico di lavoro di tutti i dipendenti. Un sistema, dunque, per verificare in modo costante l'effettiva presenza e non solo l'entrata e l'uscita". 
Loreto Mare e la risposta ai furbetti: dalle impronte di De Luca alla protesta in piazza

La protesta dei precari
Gli aderenti al Movimento infermieri campani e professioni sanitarie sono scesi in piazza con un sit-in davanti all'ospedale di Loreto Mare per chiedere il licenziamento dei "furbetti del cartellino". 
"Mentre noi aspettiamo un'assunzione che non arriva, loro non lavorano. Siamo tutti precari vincitori di concorso in attesa di stabilizzazione. Si caccino gki assenteisti e si sblocchi la graduatoria" chiedono i manifestanti legittimamente indignati.  
Con loro anche Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale per i Verdi. Borrelli ha spiegato che il problema delle assunzioni va ricondotto ancora al commissariamento della sanità pubblica campana nel 2008, ritenuto necessario per questioni economiche e di bilancio. Dal 2008, infatti, vige il cosiddetto "blocco del turn over": l’impossibilità per le aziende di sostituire con nuove assunzioni il personale che ha cessato la propria attività lavorativa, a causa del pensionamento o di altri motivi.
Fermo restando che le accuse contro gli assenteisti dovranno comunque essere dimostrate. Alcuni di loro già si sono difesi come ad esempio il dirigente sorpreso a giocare a tennis mentre sarebbe dovuto essere sul posto di lavoro. Il quale ha denunciato di essere vittima di un colossale equivoco e di essere in grado di dimostrare l'infondatezza dell'accusa mossa contro di lui.
Saranno le indagini a fare luce su questo e gli altri casi. 
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