Sicilia, allarme pesce scorpione e veleno fatale: cosa fare se punge

28 marzo 2017 ore 9:27, Micaela Del Monte
Un pericolosissimo avvistamento è stato effettuato nei mari della Sicilia. Il pesce scorpione sarebbe infatti arrivato nelle acque del Mediterraneo a causa delle alte temperature. La segnalazione arriva da un team di ricercatori di Ispra, Cnr e dell’American University di Beirut che ne documenta l’osservazione sulla rivista BioInvasion Records.

Sicilia, allarme pesce scorpione e veleno fatale: cosa fare se punge
Specie tropicale, il pesce scorpione è uno sgradito ospite del Mediterraneo orientale da alcuni anni. Lo scorso ottobre è stato segnalato in acque tunisine e già allora l’Ispra aveva messo in guardia sul suo possibile arrivo in acque nostrane. Ora il primo avvistamento in Italia. Precisamente nella riserva naturale di Vendicari, in Sicilia. Lo studio, pubblicato dalla rivista Bioinvasion Records, fornisce i dettagli di questa osservazione ricostruendo la rapida espansione geografica della specie nel mar Mediterraneo. "Considerata la potenziale invasività e pericolosità della specie, chiunque abbia catturato o avvistato un pesce scorpione è invitato a fare una foto e segnalarel'osservazione all'indirizzo: alien@isprambiente.it. E' disponibile anche un gruppo Facebook chiamato 'oddfish' sul quale condividere osservazioni di specie esotiche con utenti del mare e ricercatori", segnalano all'Ispra. La sede Ispra di Palermo è raggiungibile anche ai numeri di telefono 091/6114044-7302574.

ORIGINI
Originario del Mar Rosso e degli oceani Indiano e Pacifico, il pesce sarebbe stato introdotto a largo della Florida negli anni Novanta e da lì si è diffuso nel mar dei Caraibi e nelle coste occidentali dell'Atlantico. A lanciare l'allarme nel Canale di Sicilia erano stati a ottobre l'Ispra (Istituto superiore per la prevenzione e la ricerca ambientale) e la Capitaneria di porto di Mazara del Vallo. Alcuni avvistamenti nel Mediterraneo erano avvenuti già nell'estate 2015.

PERICOLO
L’impatto ecologico è stato devastante: il pesce scorpione in questi habitat non ha predatori naturali ed è invece un predatore molto aggressivo. Come se non bastasse è una specie pericolosa anche per l’uomo a causa del potente veleno delle sue spine che rimane attivo fino a due giorni dopo la morte. La pericolosità della specie resta elevata anche su esemplari pescati da diverse ore: la specie è commestibile, ma nelle operazioni di pulizia bisogna stare attenti a non pungersi.

SINTOMI
La puntura del pesce scorpione crea un dolore forte e persistente, spesso associato a sintomi sistemici come nausea, vomito, febbre, convulsioni, difficoltà respiratoria e diarrea. Nei casi più gravi, la parte colpita può andare incontro a necrosi locale e a una perdita della sensibilità che può durare anche per molti giorni. Nei casi più gravi, la parte colpita può andare incontro a necrosi locale e a una perdita della sensibilità che può durare anche per molti giorni.

COSA FARE IN CASO DI PUNTURA
La prima cosa da fare dopo una puntura è rimuovere eventuali spine, disinfettare e immergere quanto prima la parte colpita in acqua molto calda. Il calore rompe la struttura proteica della tossina riducendo il dolore. La specie è commestibile e può essere cucinata in vari modi (stando molto attenti a non pungersi durante le operazioni di pulizia).

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