Barista ucciso da rapinatore, Meluzzi: "Come un infarto: cosa prova chi è aggredito"

03 aprile 2017 ore 13:29, intelligo
di Stefano Ursi

E' caccia all'uomo dopo l'omicidio di un barista di Budrio durante una rapina. In queste ore prende corpo l'idea che possa trattarsi di un ex militare, proveniente dall'Est Europa, già accusato di rapine nel territorio del ferrarese. Il barista, secondo la dinamica che viene ricostruita, sarebbe riuscito a disarmare il rapinatore del fucile che imbracciava ma sarebbe stato colpito da un colpo di pistola, seconda arma che questi portava con sé. IntelligoNews ha chiesto l'opinione del prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra.

L'accaduto durante una rapina per un incasso di poche decine di euro. Che identikit psicologico si può fare di questo soggetto?

''L'identikit che se ne potrebbe fare riporta ad una di queste bande provenienti dall'Est Europa. Succede che questi personaggi entrano nelle case e saccheggiano, torturano, a volte violentano e sono una minaccia oggettiva per la nostra sicurezza e per la qualità delle nostre vite. E quando questo supera una certa soglia, si arriva anche alle uccisioni, come in questo caso. Dobbiamo essere stufi di questa situazione e gridare al mondo che nessuno tocchi Abele e che si inizi, invece, a colpire duramente Caino, contrariamente ad uno slogan coniato anni fa riecheggiando la genesi del Partito Radicale. Così non si può più andare avanti''.

Barista ucciso da rapinatore, Meluzzi: 'Come un infarto: cosa prova chi è aggredito'
Alessandro Meluzzi
Rivedere o no la legittima difesa? E se sì come?

''I concetti sono tre. Primo la prevenzione, secondo la depenalizzazione in ogni forma della difesa domestica e sui luoghi di lavoro: fare in modo che chiunque si difende non debba preoccuparsi della proporzionalità dell'attacco, perché, come si vede, non c'è mai proporzionalità. Quel pover'uomo era uscito a disarmare l'aggressore, che invece gli ha sparato con una seconda arma. Ovviamente non si può pretendere di militarizzare il territorio e quindi nessuno può pensare di avere una gazzella dei Carabinieri fuori da ogni negozio, villetta o aggregato umano''.

Si può comprendere chi si ha davanti in quei frangenti?

''Ciò che accade in quei momenti appartiene alla psicologia di ognuno, quel che io posso dire è che essere aggredito da queste persone è come prendere una tegola sulla testa o essere colpiti da un infarto, può capitare a tutti. Il problema è che non si può pretendere di giudicare chi si difende, e oggi invece vediamo una serie di persone che si sono difese, anche efficacemente, che sono sotto processo, ed è una mostruosità. Il diritto alla difesa è primordiale e non giuridico, è come il diritto alla vita''.

Spesso abbiamo letto e sentito di ex militari che hanno rivolto le armi contro se stessi, i familiari o contro altri. Non c'è un pericolo nel dare anche a semplici cittadini la possibilità di armarsi, seppure a casa o nella proprietà privata?

''Prendiamo per esempio la situazione di cui stiamo parlando; un ex militare, così pare, che viene qui per rapinare sapendo che gode di una sostanziale impunità; se fosse stato arrestato senza aver ucciso, e temo anche dopo aver ucciso, avrebbe avuto pene di poco conto rispetto a quelle del suo Paese. Se lo stesso furto lo mettesse in atto altrove, che so nei Balcani, si prenderebbe poco meno dell'ergastolo, qui invece sa che verrà scarcerato immediatamente. Chi fa una rapina in appartamento va arrestato, condannato a trent'anni e buttata la chiave, come fanno in Romania. Qui non c'è certezza della pena. E poi l'autodifesa, voglio dire, si può anche imparare: chi si difende in casa propria ha sempre ragione. Come si fa a comprendere la capacità e la piena coscienza di intendere e di volere di chi si alza terrorizzato con un estraneo in camera da letto? Potrebbe anche avere davanti Babbo Natale, ma se questo entra nel mio letto e gli sparo ho solo fatto un errore. Un delinquente che entra in una casa deve sapere che rischia molto, che siano trent'anni di carcere o di fare una brutta fine. Se il rischio è zero, questo mi pare chiaro, il vantaggio è altissimo. Non c'è deterrenza in Italia, perché chi si difende verrà indagato e chi viene arrestato, invece, subito scarcerato da chi lo ritiene un poveretto che va aiutato. E allora ben vengano tutti a rapinarci e a ucciderci''.

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autore / intelligo
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