Molotov anti-migranti contro hotel dell'accoglienza. Pd: "Rivedere numeri"

03 luglio 2017 ore 10:27, Americo Mascarucci
Un avvertimento in piena regola, così gli investigatori hanno bollato il lancio di due bombe molotov contro  l’albergo Eureka di Vobarno che avrebbe dovuto ospitare 35 migranti. L’hotel chiuso da diversi anni è stato messo a disposizione della Prefettura dal proprietario, decisione che però pare non sia stata affatto accolta con entusiasmo.
Molotov anti-migranti contro hotel dell'accoglienza. Pd: 'Rivedere numeri'

L’ATTENTATO - Le due bombe hanno provocato danni alla struttura che ora difficilmente potrà accogliere i 35 profughi. Gli investigatori non avrebbero dubbi sulla matrice dell’attentato, ricondotto a un’intimidazione nei confronti del proprietario dell’albergo che l’altra notte è intervenuto personalmente per spegnere le fiamme dopo il lancio delle molotov al pian terreno. A confermare l’ipotesi dell’intimidazione anche il fatto che fra il proprietario dell’immobile e la cooperativa che avrebbe dovuto accogliere i 35 migranti e gestirli all’interno dell’albergo, non era stato ancora siglato alcun accordo. Il proprietario si sarebbe limitato soltanto ad offrire la propria disponibilità ma nessun accordo era stato ancora trovato. Quindi una minaccia in piena regola, tesa quasi a scoraggiare l’intesa fra proprietà e cooperativa di accoglienza. Sviluppi potrebbero arrivare dalle telecamere di videosorveglianza poste nei pressi dell'hotel che potrebbero aver filmato la scena. Va detto che la popolazione si era espressa negativamente sull'eventualità di accogliere i migranti, nel corso di un'assemblea pubblica convocata dal sindaco e svoltasi poche ore prima il lancio delle molotov. Naturalmente dal sindaco è poi arrivata una secca condanna dell'atto intimidatorio. 

I COMMENTI - E' intervenuto il leader della Lega Nord Matteo Salvini che ha dichiarato: "Ogni episodio di violenza legato all'invasione clandestina, che ovviamente condanniamo, è responsabilità di un governo complice e incapace, che sta trasformando le città italiane in campi profughi", 
Ma anche dal Pd non si può fare a meno di evidenziare come l'esasperazione della gente non possa essere sottovalutata come dimostrano le parole del consigliere regionale Gian Antonio Girelli che ha commentato: "E' necessario evitare di andare allo scontro su un tema delicato come quello della gestione dei profughi ma vanno sicuramente ripensati i metodi e i numeri dell'accoglienza. Questo è indispensabile dal livello europeo a quello locale". 

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