CdS a 'gamba tesa' sulla riforma pensioni: Ape e precoci dimenticati

03 maggio 2017 ore 13:51, Gianfranco Librandi
L’entrata in vigore delle misure per le pensioni anticipate previste nella legge di bilancio 2017 ha subito uno slittamento rispetto alla data prevista del 1° maggio 2017. Il Consiglio di Stato, nel parere emanato il 28 aprile scorso sul decreto attuativo dell’Ape sociale ha segnalato che “lo schema di regolamento è stato trasmesso oltre due mesi dopo il termine entro il quale, ai sensi dell’articolo 1, comma 199, legge n. 232 del 2016, esso avrebbe dovuto essere emanato (la norma primaria, come è noto, prevedeva il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge). Lo schema, inoltre, è stato trasmesso a questo Consiglio di Stato per il parere prescritto a ridosso della data del 1° maggio 2017”.
Quanto comunicato nella nota dal Consiglio di Stato è piuttosto ‘illuminante’ sulla situazione della riforma. Ieri al programma diMartedì, la professoressa Fornero ha chiaramente detto che tutti i provvedimenti messi in campo dopo la sua riforma, non sono altro che l’ineluttabile riconoscimento della necessità della ‘riforma fornero’, e che tutte le altre forme correttive non sono altro che un mezzo per far sopire i malumori delle ‘vittime’ della Legge che il governo Monti è stato costretto a formulare per stabilizzare i conti. In sostanza, seppure il sacrificio richiesto ai lavoratori è ‘pesante’ questo non significa (a detta della professoressa) che non fosse necessario.
CdS a 'gamba tesa' sulla riforma pensioni: Ape e precoci dimenticati
Dunque, di fronte a tutte le difficoltà che si stanno rincorrendo nella messa in atto della ‘riforma della riforma’ i sindacati cominciano a perdere la pazienza. Soprattutto chiedono chiarimenti su Ape e precoci.
Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, ha commentato il rinvio dell’entrata in vigore delle misure per le pensioni anticipate. Il sindacalista ravvisa la necessità che il Governo fornisca al più presto alle organizzazioni sindacali dei chiarimenti sui tempi e su come intende procedere dopo il parere del Consiglio di Stato. Per Ghiselli: “I ritardi nell’iter di approvazione dei decreti in materia di Ape sociale e lavoratori precoci sono ormai pesanti, ed è opportuno che il governo fornisca al più presto alle organizzazioni sindacali dei chiarimenti sui tempi e su come intende procedere dopo il parere del Consiglio di Stato, che ha avanzato significative osservazioni in merito ai testi che gli sono stati presentati da Palazzo Chigi”.
Questa situazione”, ha sottolineato il sindacalista, “lascia ancora migliaia di lavoratori nell’incertezza rispetto alla possibilità e ai tempi in cui poter accedere alle misure contenute nei decreti, così come rende difficoltoso il lavoro di informazione e assistenza ai lavoratori da parte del sindacato e delle strutture di servizio”.
Il superamento della prima partenza utile ipotizzata per l'Ape senza che possa dirsi ancora concretizzata anche solo nella sua forma di base (quella sociale) ha portato a diverse prese di posizione da parte dei sindacati, i quali ora chiedono al Governo di velocizzare i tempi e di fornire un quadro chiaro della situazione. "I ritardi accumulati nell'emanazione del Dpcm attuativo dell'Ape sociale potevano e dovevano essere evitati", ha affermato Domenico Proietti in un comunicato stampa diffuso sul sito della Uil.
Il sindacalista ha anche evidenziato come all'attesa dei potenziali richiedenti deve corrispondere "un'informazione ampia e diffusa", con lo scopo di "rendere esigibili le importanti novità" riguardo le opzioni di flessibilità previdenziale approvate con la scorsa legge di bilancio. Per questi motivi, la Uil ha chiesto all'esecutivo di "non perdere ulteriore tempo", velocizzando la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.

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