Non solo archeologia: riconquista di Palmira strategica per la Siria

03 marzo 2017 ore 9:04, Adriano Scianca
Palmira è libera. Per la seconda volta. L’esercito siriano ha riconquistato il sito archeologico che era caduta il controllo dell’Isis. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana. Palmira era già stata liberata il 24 marzo 2016: l’8 dicembre scorso, poi, lo Stato islamico ha lanciato una nuova offensiva per riprendere la città, effettivamente riconquistata l’11 dicembre. 


I combattenti fedeli ad Al-Baghdadi avevano diffuso sul web video e foto delle decapitazioni di soldati lealisti. Questa volta, prima di fuggire, i miliziani del Califfo avrebbero collocato mine e bombe in diversi punti della città. Gli artificieri dell’esercito, spiega ancora Sana, stanno passando al setaccio la zona per provare a disattivare gli esplosivi, mentre le unità militari avanzano lentamente. Molti i monumenti danneggiati, tra questi il Tetrapylon e la facciata del teatro romano, cui è seguita la condanna per crimini di guerra dell’Unesco. A facilitare la riconquista anche l’intervento di “forze alleate e amiche”, in particolare i miliziani sciiti libanesi di Hezbollah, dopo che la precedente liberazione della città dal controllo dell’Isis era stata possibile, un anno fa, grazie all’intervento dell’aviazione militare e dell’artiglieria pesante russa. 

La liberazione di Palmira non del resto un mero valore culturale (le distruzioni dei beni archeologici da parte dell'Isis avevano scatenato sdegno mondiale) ma anche strategico: nell'area sono presenti numerosi giacimenti di gas necessari per l'approvvigionamento di carburante per tutto il territorio siriano. Inoltre la riconquista della città isola la presenza dell'Isis, sempre più accerchiato a Raqqa e nel deserto tra essa e Deir Ezzor.
#Siria #Palmira #Isis
caricamento in corso...
caricamento in corso...