Terremoto, nuova scossa e crolla chiesa ad Amatrice. Pirozzi si dimette?

30 gennaio 2017 ore 8:22, Andrea De Angelis
Ancora una #scossa di terremoto, ancora danni ad #Amatrice. Questa volta la magnitudo si è fermata a 3,8. Tanto è bastato per creare nuovamente il panico tra le persone, esasperate dopo centocinquanta giorni di continui fenomeni sismici. Sono passati cinque mesi dal terremoto che distrusse il paese, causando moltissimi morti. Questa volta fortunatamente non ci sono state vittime e feriti. L'evento, registrato alle 6,10 di ieri dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, ha avuto come epicentro proprio Amatrice. E nella cittadina laziale già martoriata dal sisma, ha provocato ulteriori danni alla Chiesa di Sant'Agostino, che questo mese aveva già subito il crollo del campanile. Stavolta a cedere è stata la parte destra dell'edificio. Il sindaco #Pirozzi sbotta: "Troppa gente attaccata alla roba, troppa gente in tv a lamentarsi della roba che ha perduto dimenticando che il terremoto ci ha portato via gli amici e un paese intero. Forse abbiamo smarrito il filo, l’io sta prendendo il sopravvento sul noi. Ma se è così questa comunità non avrà futuro. E io non posso essere il vostro sindaco". Così sabato sera Pirozzi, nel corso del suo consueto messaggi ai microfoni di Radio Amatrice. 

Terremoto, nuova scossa e crolla chiesa ad Amatrice. Pirozzi si dimette?
“Farò il mio la mattina – ha aggiunto il primo cittadino del comune reatino devastato dal sisma della scorsa estate -, com'è giusto, ma poi dal pomeriggio spengo il telefono e non ci sono più per nessuno". Lo spettro delle dimissioni, per uno strano scherzo del destino, arriva esattamente un anno dopo che lo stesso Pirozzi era statovicino a lasciare il mandato. Ovviamente altri i motivi rispetto ad oggi.
Intanto la questione del terremoto riguarda molto da vicino anche l'Unione Europea. In particolare il problema dei fondi e di come calcolare le spese per le popolazioni colpite dal sisma resta ancora sul tavolo. La scorsa settimana Gentiloni ha spedito una lettera a Bruxelles nella quale ha chiesto uno sconto di almeno un miliardo per il terremoto. Pierre Moscovici ha replicato che la Commissione Ue “ha già dimostrato che è al fianco dell’Italia e lo sarà sempre”, ma le nuove spese per i nuovi terremoti “non entrano nella discussione in corso”, perché la Commissione è “pronta ad esaminarle” ma è “un’altra cosa quella che ci aspettiamo nella risposta”. C’è da aggiungere che Moscovici rimane ottimista, spiegando che “non bisogna allarmarsi. Troveremo una soluzione con l’Italia, come sempre” ha detto riferendosi alle misure aggiuntive di risanamento dei conti richieste da Bruxelles. Ma, come ha ricordato ieri anche Papa Francesco, la burocrazia è un ostacolo grande per queste popolazioni e le istituzioni devono fare il massimo affinché il dolore di donne, uomini e bambini non venga protratto.
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