Riduzione dello stomaco, morta dopo dolori atroci: bufera social

04 agosto 2017 ore 11:10, Americo Mascarucci
Voleva perdere peso e si era sottoposta ad un intervento chirurgico per dimagrire ma purtroppo le cose non sono andate come previsto e la 23enne Erika Colombatto è morta. La tragedia è avvenuta in una clinica di Ponte San Pietro in provincia di Bergamo. Il referto medico compilato dopo il decesso parla di "arresto cardiaco in sala operatoria". Il padre della ragazza però non ci sta e punta il dito contro i medici della clinica che a suo giudizio potrebbero aver commesso degli errori. E inevitabilmente la vicenda è finita sul tavolo della Procura di Bergamo che ha aperto un’inchiesta. Pare che la donna prima dell'operazione fatale fosse stata sottoposta ad altri tre interventi, l'ultimo dei quali le avrebbe provocato dolori terribili tali da richiedere l'intervento che le sarebbe poi costato la vita.
Riduzione dello stomaco, morta dopo dolori atroci: bufera social

LO SFOGO DEL PADRE
"Voglio la verità. Voglio sapere cos’è successo – avrebbe urlato il padre secondo quanto riferito da Il Fatto Quotidiano - Non si può morire così, qualcuno ha delle responsabilità per quello che è successo e deve pagare". Pare che la donna non sopportasse di essere sovrappeso, situazione aggravata da un recente parto. Il marito avrebbe cercato di convincerla di non essere obesa e la stessa cosa le sarebbe stata pure ripetuta dai medici dell’ospedale Molinette di Torino dove l’uomo l’aveva accompagnata nella speranza che accettasse la sua costituzione. 
"I medici delle Molinette le avevano spiegato che non era obesa, che era tutto nella norma – riferisce il padre - le avevano proposto dei percorsi di dimagrimento con supporto degli psicologi. E, soprattutto, le avevano sconsigliato di sottoporsi a un intervento di riduzione allo stomaco". Ma lei non avrebbe sentito ragioni decidendo di rivolgersi ad una clinica che si era detta disponibile a praticare l’intervento. "Erika aveva perso 15 chili - denuncia il padre - era alimentata con una canula e lamentava insopportabili dolori all’addome. Era terribile vederla in quello stato".

LA REPLICA
La direzione della clinica con una nota ha informato di aver chiesto "un riscontro diagnostico per approfondire le cause della morte della giovane che si trovava presso la nostra struttura per sottoporsi a una procedura di chirurgia bariatrica". L’esame è stato eseguito venerdì scorso all’ospedale San Raffaele di Milano. La clinica nell'esprimere dolore per quanto avvenuto e dichiarandosi vicini ai familiari della donna, rinnova "piena fiducia ai chirurghi e ai rianimatori dell’ospedale".  
Intanto è partita una mobilitazione su Facebook per raccogliere testimonianze di altre donne che hanno subito interventi analoghi nella clinica dove è avvenuta la tragedia. A fare chiarezza ci penserà comunque la procura di Bergamo che ha disposto e già effettuato l'autopsia. Alla fine la parola definitiva spetterà ai magistrati. 

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