L'Italia anti-vaccini scende in piazza sfidando obblighi e radiazioni

05 giugno 2017 ore 14:00, Americo Mascarucci
L'Italia anti-vaccini obbligatori è scesa in piazza per protestare contro il Decreto del Ministro Lorenzin sfidando minacce di radiazioni dei medici, multe e quel cordone di ostilità che le ragioni sanitarie stanno creando intorno a quanti si stanno opponendo. Va però precisato che molte delle persone scese in piazza non sono contro i vaccini, ma contro l'obbligo che è stato indrodotto dal Decreto come condizione essenziale per poter ottenere l'iscrizione alle scuole materne e agli asili nido. Come tutti sanno il Decreto prevede l'obbligatorietà per 12 vaccini, fatto questo che non trova d'accordo molti genitori per i quali la vaccinazione per quanto necessaria non può essere imposta con la minaccia di azioni coercitive, compresa la revoca della patria potestà.

LA PROTESTA - Le manifestazioni stanno interessando diverse città italiane. La mobilitazione si concluderà a Roma domenica 11 giugno. I genitori e i numerosi medici sono scesi in piazza a Milano, Bologna, Roma, Firenze, Torino, Parma, Padova, Udine, Catania raccogliendo l'invito di associazioni e movimenti di protesta. 
"Sulla pelle di mio figlio niente è obbligatorio" è stato lo slogan scelto per unire la protesta che poi è cambiata nei toni e nelle forme da città a città. Le attività e il calendario delle proteste fanno capo al Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione (Comilva), nel quale e' stato attivo Dario Miedico, il medico radiato dall'ordine di Milano lo scorso 24 maggio. E' stato annunciato anche un presidio sotto il Ministero della Salute. 
Come detto la manifestazione non nasce contro i vaccini ma sulla base del fatto che, imponendo le vaccinazioni obbligatorie per l'iscrizione ai nidi e alle scuole, si lederebbe il diritto dei genitori a scegliere ciò che è meglio per i propri figli. Alcuni genitori hanno spiegato di essere perfettamente consapevoli dell'importanza e dell'utilità dei vaccini ma di voler decidere in totale autonomia se somministrarli o meno ai propri figli dopo essersi consultati con i medici. Dal versante opposto però si fa notare che la vaccinazione obbligatoria è diventata essenziale per scongiurare la diffusione di malattie tornate purtroppo prepotentemente sulla scena come il morbillo che ha registrato purtroppo casi gravi nei bambini che non si erano vaccinati. Di questa idea è soprattutto Walter Ricciardi presidente dell'Istituto Superiore di sanità che ha rivolto un messaggio ai manifestanti.
"Credo che siano manifestazioni assolutamente legittime, frutto del fatto che la gente si occupa della questione, e questo è bellissimo - ha detto - però sono profondamente sbagliate. Perché non sono un modo di rispondere ai requisiti di urgenza ed emergenza che abbiamo. Spesso i manifestanti si basano anche su informazioni derivanti da falsa propaganda, anche nel web, mentre oggi i vaccini sono la tecnica per difendere anche i più indifesi. La tecnica più sicura che la medicina possa offrire". Ricciardi prosegue ancora - "Il rischio di ammalarsi di morbillo - ha ricordato - dovrebbe essere zero, invece siamo a 3.000 casi e due bimbi hanno rischiato di morire. Il commissario europeo ha appena lanciato un allarme sul ritorno di polio e difterite". 
Non si può però negare come molti genitori temano gli effetti collaterali delle vaccinazioni. "Sono il 30% le madri che hanno paura dei vaccini - risponde l'esperto - ma il 20% si ricrede dopo avere parlato con dei bravi medici".
Si troverà un punto di equilibrio fra il sacrosanto dovere dello Stato di tutelare la salute pubblica e il diritto di scelta dei genitori? Al momento questa possibilità sembra molto remota. 

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