"Rimettiti sul barcone": insulti razzisti a candidato ex M5S a Palermo

06 aprile 2017 ore 10:06, Americo Mascarucci
Aveva accettato di candidarsi per un seggio in Consiglio comunale a Palermo alle amministrative di primavera con il Movimento 5 Stelle, ma poi si è ritirato senza risparmiare critiche contro i vertici grillini. Per tutta risposta il candidato di colore si è ritrovato coperto di insulti a sfondo razzista. Lui è Alì Listi Maman, originario del Niger ed ex presidente della fondazione Gange onlus. Il M5S aveva puntato su di lui per dimostrare quanto l’integrazione fosse un pilastro della propria politica, ma qualcosa non ha funzionato e Maman ha deciso di ritirarsi. Non ha detto di aver avuto problemi personali come si usa dire solitamente per evitare polemiche, ma ha criticato forte e chiaro i vertici del Movimento.

LE CRITICHE AL M5S
Su Facebook l’ex candidato ha scritto: "A nulla è valso l'entusiasmo e la partecipazione che hanno accompagnato la presentazione delle mie proposte, frutto di tanto lavoro e dedizione. Desidero esprimere tutta la mia delusione per un Movimento che di fatto mi ha emarginato, ignorando il contributo possibile offerto con le mie proposte e mostrando un sostanziale disinteresse verso un mio fattivo coinvolgimento nel programma politico da presentare ai cittadini palermitani. Un programma politico che necessariamente, specie per una città piena di problemi come Palermo, deve rivelarsi innovativo e articolato in proposte precise e fattibili e che, a poco più di due mesi dal voto, paradossalmente non c'è, ridotto e sostituito in slogan banali e di debole significato".
'Rimettiti sul barcone': insulti razzisti a candidato ex M5S a Palermo

GLI INSULTI SOCIAL
Apriti cielo: le reazioni non si sono fatte attendere e sono state in larga parte improntate al razzismo. Ecco alcuni commenti:
"Mettiti sopra un barcone - ha scritto un utente - tu e i tuoi connazionali e andatevi a riprendere il vostro, invece di scappare come topi". Un altro scrive: "Vai a combattere nel tuo paese e non venire a rompere i c…nel nostro". Un altro ancora: "Non credo neppure a una parola di quello che ha detto e scritto, chissà perché è stato emarginato". 
 "Ogni scusa è buona per screditare il M5S ma ormai solo i boccaloni credono alle illazioni di regime pilotate dai poteri forti". Un altro lo insulta: «Ma vai a cag... e vatti a fare prendere in giro dal Pd".
Tutto insomma per una candidatura rifiutata. Ovviamente il M5S non c’entra nulla con gli insulti razzisti ma certo è che se l’obiettivo era quello di lanciare con la candidatura di Maman un segnale in favore dell’integrazione si è ottenuto l’effetto diametralmente opposto. 
Dai 5Stelle è arrivata una forte condanna per quegli insulti. Ugo Forello, candidato sindaco grillino ha dichiarato: "Chiunque adoperi un linguaggio discriminatorio e violento non offende soltanto Alì, ma lede l’immagine stessa del MoVimento 5 Stelle, che ha sempre fatto del rispetto della persona una sua bandiera"

LA SOLIDARIETA' DI ORLANDO
E naturalmente l’occasione è stata colta al volo dal sindaco uscente Leoluca Orlando che ha voluto esprimere solidarietà ad Alì: 
"Ancora una volta - denuincia Orlando - in vista della campagna elettorale, quello che potrebbe essere un dibattito ed un confronto anche dai toni accesi, scade nella più bieca fiera degli insulti, adesso anche a sfondo dichiaratamente razzista. Così come qualche giorno fa ho voluto esprimere solidarietà e vicinanza a chi ha subito violenti attacchi e minacce persino rivolti ai propri familiari - aggiunge Orlando - oggi sento il dovere, anche come sindaco della città, di esprimere la mia più totale solidarietà ad Alì Listi Maman"

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