Lavarsi bene le mani, le regole anti-infezioni: come e quanto tempo

06 maggio 2017 ore 10:42, Stefano Ursi
Il 5 Maggio si è celebrata la giornata mondiale dell'igiene delle mani. Lavarsi le mani, ricorda l'Organizzazione Mondiale della Sanità, è una regola igienica primaria che va messa in pratica con cura e con attenzione perché le mani sono il primo contenitore di germi; la maggior parte dei quali, ovviamente, non patogeni e dunque non portatori di problemi o infezioni, ma sulle mani spesso possono annidarsi virus e batteri potenzialmente dannosi e, quelli sì, veicolo di infezioni. Lavarsi le mani, spiega in una nota il Ministero della Salute, è il principale strumento che abbiamo per prevenire le infezioni nelle strutture sanitarie. Per questo motivo l’OMS ha promosso anche quest’anno, il 5 maggio, la Giornata mondiale dell’igiene delle mani. Lo slogan “Combattere la resistenza agli antibiotici è nelle tue mani” in particolare in questa edizione, si legge ancora, vuole porre l’accento sulla prevenzione delle infezioni antibiotico-resistenti, che rappresentano una delle principali minacce alla salute.

Lavarsi bene le mani, le regole anti-infezioni: come e quanto tempo
Lavarsi le mani
“Grazie a questo sistema di sorveglianza abbiamo una dimensione molto più vicina alla realtà relativamente al fenomeno della diffusione di questo patogeno nelle corsie ospedaliere – dichiara Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – Disponiamo oggi di un’evidenza che ci impone di farne una priorità di salute pubblica e di mettere in campo tutte le risorse disponibili, economiche e non, in tutti gli ospedali per contrastare questo fenomeno: dall’osservazione puntuale del lavaggio delle mani fino all’istituzione di personale sanitario dedicato al controllo delle infezioni e di figure professionali per guidare un appropriato utilizzo di queste molecole. Essenziale resta il contributo delle Regioni – afferma il Presidente - nella segnalazione puntuale del fenomeno per avere un quadro sempre più preciso che ci consenta di fare interventi mirati e comprenderne l’efficacia”.

Ed ecco che, come ogni anno, l'Oms stila una sorta di elenco di raccomandazioni sul come lavarsi le mani (illustrate in un poster) quanto tempo dedicare a questa importantissima attività, il tipo di sapone, come asciugarsi e dove. Il consiglio primario è l'utilizzo del sapone, sempre e in ogni occasione, preferibilmente liquido. Con acqua corrente, preferibilmente calda. Si passa poi al momento forse più importante, ovvero come vanno lavate le mani, ovvero applicando il sapone su entrambi i palmi, poi strofinando bene per almeno 40-60 secondi la zona del dorso, gli spazi tra le dita e quello al di sotto delle unghie: qui, spiega l'Oms, i germi hanno la capacità di annidarsi e nascondersi più facilmente. Un consiglio per i più piccoli è, magari, insegnare a lavarsi le mani con una filastrocca che duri attorno al minuto, così da far coincidere i tempi del lavaggio e renderli automatici. Anche il risciacquo delle mani è fondamentale, dicono le raccomandazioni: deve essere abbondante. Quando si va ad asciugare le mani il consiglio è usare o la carta usa e getta o un asciugatore ad aria calda. Quando, ovviamente, non si disponga di un asciugamano pulito che però, viene precisato, deve essere strettamente personale. Onde non vanificare tutto quanto fatto fino a quel momento con lavaggio, risciacquo e asciugatura, occorre evitare di toccare rubinetti o maniglie con le mani appena lavate; qualora possibile si può farlo con una salvietta di carta. Alla fine onde evitare e prevenire irritazioni per a detergenti troppo aggressivi o lavaggi troppo aggressivi.

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autore / Stefano Ursi
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