Effetto Nola, a Napoli pazienti a terra in ospedale: "Barelle in Croazia"

07 febbraio 2017 ore 11:04, Andrea De Angelis
Ancora pazienti a terra negli ospedali campani, nel mirino la mancanza di barelle. E così dopo quanto successo poco meno di un mese fa a Nola, la vicenda si ripete e si rialza un polverone. Questa volta a denunciare l'accaduto è stato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli dei Verdi e l'episodio sarebbe stato registrato nel Pronto soccorso del S.Giovanni Bosco di Napoli. "Era seduta su una sedia a rotelle ma è svenuta - ha detto Borrelli così come riportarto da RaiNews24 - e, per farla riprendere, è stata stesa per terra". "Le nuove barelle sono bloccate da tre mesi alla frontiere con la Croazia'', dice ancora Borrelli che ha fatto un'ispezione dopo una segnalazione. E sui social divampa, come detto, nuovamente la polemica.

Il dirigente
''Aspettiamo le nuove barelle come fossero oro. Le 45 che abbiamo in dotazione sono tutte occupate: 24 nel pronto soccorso, 21 nei diversi reparti. L'episodio che ha visto protagonista la signora - che ha avuto una lipotimia ma dopo qualche minuto era già stata sistemata sulla barella - si inserisce in questo contesto di precarietà e di crisi di molte strutture di pronto soccorso di Napoli, di duro impegno, di grande lavoro del nostro personale medico e paramedico''. Così all'ANSA il direttore sanitario dell'ospedale San Giovanni Bosco, Vito Rago, commenta la vicenda della paziente assistita sul pavimento per qualche minuto in attesa dell'arrivo di una sistemazione migliore.

Effetto Nola, a Napoli pazienti a terra in ospedale: 'Barelle in Croazia'
Il precedente a Nola
La foto postata su Facebook lo scorso mese diventò virale e scatenò la bufera politica. Ritraeva pazienti del “Santa Maria della Pietà”, il presidio sanitario di Nola nel Napoletano, che venivano curati a terra. Niente letti o barelle, uomini e donne sono adagiati su coperte e lenzuola stese sul pavimento mentre medici e infermieri lavorano inginocchiati. Il governatore Vincenzo De Luca dispose l’apertura immediata di un'indagine interna “per una puntuale verifica dei fatti e per accertare tutte le responsabilità”, ma nei giorni seguenti la polemica divampò in maniera decisamente importante. Forse anche più di quanto si poteva immaginare, e tra gli interventi chiarificatori (ma anche duri) si ricorda in particolare quello del ministro Lorenzin.

Cosa disse Lorenzin
"La responsabilità non è loro, se arriva un paziente lo devono curare. Bisogna capire invece le responsabilità organizzative", disse a proposito dei malati curati sul pavimento nel nosocomio di Nola il ministro Lorenzin, difendendo dunque i medici e puntando il dito contro la situazione organizzativa. "Difendo i medici, non sono i medici i responsabili, i medici sono in pronto soccorso per fare assistenza. Se arriva un paziente lo devono curare, e lo curano con quello che hanno, con gli strumenti e i mezzi che hanno. Sono i nostri eroi quotidiani che lavorano anche in condizioni di enormi difficoltà”. Lorenzin lo ha detto a Sky Tg24, parlando della polemica sul pronto soccorso di Nola, in cui alcuni pazienti sono stati curati sul pavimento per l’assenza di letti e barelle. Un mese dopo, però, la storia si ripete in un'altra struttura. Segno che c'è ancora tanto da fare. 



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