Assenteismo Cosenza, alle slot invece che al lavoro: 18 medici indagati

08 febbraio 2017 ore 9:32, Micaela Del Monte
Diciotto medici e dipendenti degli uffici di #Rogliano dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza sono stati accusati di trascorrere le ore lavorative alle #slotmachine o a fare la spesa. Per questo sono state consegnate 4 sospensioni e 14 obblighi di presentazione eseguite nell'ambito di un'operazione #antiassenteismo dei carabinieri. 

Assenteismo Cosenza, alle slot invece che al lavoro: 18 medici indagati
I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura. Ogni giorno, secondo quanto documentato dai carabinieri della Compagnia di Rogliano, c'era qualcuno che si occupava di strisciare i cartellini per tutti. E questo consentiva ad alcuni di accompagnare i figli a scuola per poi tornare tranquillamente a casa, o svolgere attività nel proprio studio privato durante l'orario di servizio. Medici e dipendenti anziché trovarsi sul posto di lavoro, venivano visti a sbrigare le faccende più disparate e anche a fare la spesa al supermercato. 

I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Cosenza, Giuseppe Greco, su richiesta del sostituto procuratore di Cosenza, titolare del fascicolo, Giuseppe Cava, del procuratore Mario Spagnuolo e del procuratore aggiunto Marisa Manzini.

"Se saranno accertati gli illeciti contestati, i dipendenti dovranno non solo essere licenziati in tronco, ma l’amministrazione dovrà avviare nei loro confronti azione di recupero degli stipendi pagati negli ultimi anni – spiega il Codacons – Si tratta infastti di reati che, se confermati, avrebbero ripercussioni dirette per gli utenti, in quanto il danno per i cittadini è duplice: da un lato i servizi resi dall’ente pubblico dove lavoravano i 18 dipendenti hanno subito un peggioramento a causa dell’assenza ingiustificata dei lavoratori dagli uffici, dall’altro vi è un evidente spreco di soldi pubblici, in quanto i dipendenti infedeli percepiscono stipendi senza lavorare. Per questo – conclude il Codacons – gli assenteisti dovranno risarcire la collettività restituendo le retribuzioni indebitamente percepite”.
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