Genova, Doria tradito sui rifiuti: il caso Amiu scatena l'ipotesi dimissioni

08 febbraio 2017 ore 15:32, Adriano Scianca
Il sindaco di Genova, Marco Doria, potrebbe essere vicino alle dimissioni. Fatale la bocciatura in Consiglio comunale della fusione tra Amiu e Iren. La proposta (che avrebbe aperto le porte all’ingresso nel capitale dell’azienda dei rifiuti per la multiutility Iren ambiente, partecipata dal Comune di Genova e di Torino) è stata respinta con 14 voti a favore, 6 astenuti e 19 contrari. Anche due consiglieri della Lista Doria hanno votato contro. 

Genova, Doria tradito sui rifiuti: il caso Amiu scatena l'ipotesi dimissioni

DORIA VALUTA GLI SCENARI
Il primo cittadino, per il momento, prende tempo. “È impegnato a valutare gli scenari che si sono aperti per la città”, recita una nota del Comune diramata a tarda serata. Non è mancata un commento polemico nel merito: “Il voto irresponsabile di oggi apre una fase drammatica per Amiu. E’ stata bocciata una proposta seria che avrebbe garantito un futuro all’azienda, consentendo la proroga del contratto di servizio e la indispensabile dotazione di impianti, contenendo al minimo la tariffa a carico dei genovesi. Al contrario la rinuncia a questa prospettiva non potrà che avere effetti pesanti sulla Tari per evitare il dissesto di Amiu”. 

LO SGAMBETTO DELLA GIUNTA
Il vicesindaco Stefano Bernini ha spiegato che “sulla base della delibera da domani faremo delle riflessioni che comporteranno anche delle scelte di carattere sulla continuità amministrativa. Non potete immaginare che oggi ci sia il verbo che squarcia”. E poi, “è corretto che i cittadini sappiano che tipo di conseguenze ha per le loro tasche la scelta del Consiglio comunale. Dovranno trarre le proprie conclusioni, se viene salvaguardato il loro interesse o quello di bottega”. Alla figuraccia della maggioranza, oltre al voto contrario, già citato, di due consigliere della “Lista Doria”, hanno contribuito due della sinistra di Fds e quattro consiglieri dell’Udc e del Gruppo misto che, in altre situazioni erano venuti in soccorso del sindaco. Pesanti anche le astensioni dei tre fuoriusciti del Pd di “Percorso comune” e del consigliere di “Possibile”. 
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