Decreto vaccini obbligatori, nodi e ombre sul consenso informato

08 giugno 2017 ore 10:28, Luca Lippi
Firmato dal presidente della Repubblica Mattarella il decreto che introduce 12 vaccini obbligatori per la frequenza della scuola in vista del prossimo anno scolastico 2017-2018. Le vaccinazioni obbligatorie sono dodici ma non tutti i soggetti di età compresa tra 0 e 6 anni dovranno farle tutte in quanto per ciascuna classe di età saranno considerate solo le vaccinazioni previste dal piano vaccinale. 
Il mancato rispetto della norma passata con decreto e operativa da oggi sarà motivo di preclusione per l’iscrizione al nido e all’asilo. Previste inoltre sanzioni per i genitori dei bimbi non vaccinati dalle elementari. 
I vaccini obbligatori sono: anti poliomielite, anti difterite, anti tetanica, anti epatite B, anti pertosse, e anti emofilo B che fanno parte dell'esavalente. A queste si associano anti meningococco C e B e anti morbillo, parotite, rosolia e varicella.
Decreto vaccini obbligatori, nodi e ombre sul consenso informato
L’esavalente - Somministrata ai nuovi nati, si caratterizza per le tre dosi previste e da praticare al terzo, quinto e dodicesimo mese di vita del bimbo. All’età di 6 e 14 anni sono previsti i richiami. L’obbligatorietà di questa vaccinazione è dettata dal fatto che protegge anche dalla difterite, una malattia infettiva che può provocare la distruzione di organi e tessuti, intaccando in particolare gola, naso e tonsille. Si trasmette per contatto diretto con una persona infetta o, più raramente, con oggetti contaminati. Dopo le vaccinazioni ed i primi due richiami, è raccomandato effettuare ulteriori richiami ogni 10 anni per tutta la vita con il trivalente difterite-tetano-pertosse. L'esavalente è utile anche contro il tetano, altra malattia infettiva che può rivelarsi letale in un caso su dieci, così come contro la poliomelite. Nel nostro Paese è somministrato il vaccino inattivato, ovvero con iniezione intramuscolare. L'esavalente si presenta utile anche contro l'epatite virale B, una malattia grave che nei neonati contagiati poco dopo la nascita si verifica circa 9 volte su 10. Questo tipo di vaccino è fortemente raccomandato e offerto gratuitamente a gruppi di popolazione a maggior rischio di infezione (tossicodipendenti, operatori sanitari, carcerati e persone affetta da Hiv). Rientra nell'esavalente anche il vaccino contro la pertosse, una delle malattie infettive più contagiose per la quale sono consigliati richiami ogni 10 anni per tutta la vita. I bambini di età inferiore ai 5 anni possono contrarre l'Haemophilus influenzae tipo B, malattia simil-influenzale che nei casi più gravi può avere delle conseguenze severe e la quale si previene tramite l'esavalente da oggi obbligatorio.

Altri vaccini obbligatori - Il decreto firmato da Mattarella rende obbligatorio anche il vaccino antimorbillo, somministrato come vaccino combinato morbillo-rosolia-parotite (Mpr) in due dosi, ovvero tra il 13esimo e 15esimo mese e poi tra i 5 ed i 6 anni. Gli stessi tempi di somministrazione sono quindi previsti per il vaccino antiparotite, offerto gratuitamente anche ad adulti non immuni, così come il vaccino antirosolia malattia con effetti visivi simili al morbillo. Ed ancora, il vaccino antimeningococcico (meningococco C) previsto nell'età evolutiva (a 13-15 mesi e nell’adolescenza), mentre tra le novità si segnala la vaccinazione antimeningococcica (meningococco B), per i nuovi nati nel 2017 mentre anche i bambini di 10 anni potranno frequentare la scuola senza averlo fatto. I nuovi nati dal2015 dovranno sottoporsi a due dosi di vaccino anti varicella, la prima tra i 13 e i 15 mesi, la seconda tra i 5 ed i 6 anni. I giovani dai 12 anni e gli adulti devono ricevere due dosi a distanza di 28 giorni l'una dall'altra.

L’autocertificazione – nella fase transitoria è previsto una sorta di vademecum. Per esempio è stata introdotta la possibilità di un’autocertificazione che permetterà ai genitori di iscrivere il proprio figlio a scuola anche se non si trovano i documenti relativi alle vaccinazioni, con la possibilità di produrli in un secondo momento. In altri casi basterà presentare alla scuola, ai fini dell' iscrizione, la prova della prenotazione della vaccinazione alla Asl in attesa che questa provveda ad eseguirla. Chiarite poi alcune disposizioni riguardanti i dirigenti scolastici che dovranno segnalare le eventuali violazioni alle Asl entro dieci giorni. Dovranno poi organizzare le classi in modo da prevedere una distribuzione omogenea di bambini non vaccinati perché esonerati per motivi di salute . Un meccanismo complesso. E' per questo che dal primo luglio partirà una campagna di comunicazione e di informazione sul decreto promossa dal ministero della Salute.
Il nodo del consenso informato – Il consenso informato in Italia  è una forma di autorizzazione del paziente a ricevere un qualunque trattamento sanitario previa la necessaria informazione sul caso da parte del personale sanitario proponente: in sostanza il malato ha il diritto/dovere di conoscere tutte le informazioni disponibili sulla propria salute e la propria malattia, potendo chiedere al medico o altro esercente la professione sanitaria tutto ciò che non è chiaro, e deve avere la possibilità di scegliere, in modo informato, se sottoporsi a una determinata terapia o esame diagnostico. Tale consenso costituisce il fondamento della liceità dell'attività sanitaria, in assenza del quale l'attività stessa costituisce reato. Il fine della richiesta del consenso informato è dunque quello di promuovere l'autonomia o libertà di scelta dell'individuo nell'ambito delle decisioni mediche.

È obbligatorio firmare l'autocertificazione? - Secondo la nostra Costituzione, nessuno può essere costretto ad un determinato trattamento sanitario, a meno che esso non sia imposto dalla legge. Il medico quindi, prima di sottoporre il paziente ad un’operazione, deve fargli firmare un documento con tutte le informazioni relative all’intervento che si andrà effettuare: sulla base di ciò, il paziente sceglie se affrontarlo o meno. Se l’informativa non è stata presentata dal medico, il paziente ha diritto, in presenza di determinate condizioni, al risarcimento del danno.
Le uniche eccezioni all'obbligo del consenso informato sono:
-le situazioni nelle quali la persona malata ha espresso esplicitamente la volontà di non essere informata;
-le condizioni della persona siano talmente gravi e pericolose per la sua vita da richiedere un immediato intervento di necessità e urgenza indispensabile. In questi casi si parla di consenso presunto;
-i casi in cui si può parlare di consenso implicito, per esempio per quelle cure di routine, o per quei farmaci prescritti per una malattia nota. Si suppone, infatti, che in questo caso sia consolidata l'informazione ed il consenso relativo;
-in caso di rischi che riguardano conseguenze atipiche, eccezionali ed imprevedibili di un intervento chirurgico, che possono causare ansie e timori inutili. Se, però, il malato richiede direttamente questo tipo di informazioni, il medico deve fornirle;
-i Trattamenti Sanitari Obbligatori (Tso)

L’obbligo vaccinale è un Tso? - Non proprio, è un onere che lo stato a sue spese accoglie per prevenire l’insorgenza di malattie che nel tempo potrebbero costare alla collettività assai più che curarle. Impossibile entrare nel merito della materia per mancanza di competenza scientifica, per questo esiste l’Aifa che già si è adeguatamente pronunciata, tuttavia allo stato dell’arte nessuno ha mai sollevato un rischio reale nella vaccinazione, piuttosto si è sollevata la questione dell’obbligatorietà. Le obiezioni più intelligenti sono quelle che privilegiano un’informazione accurata e che accompagni i genitori a scegliere spontaneamente di vaccinare i propri figli. 

In conclusione - Dodici vaccinazioni, da settembre, diventeranno obbligatorie e gratuite per tutti i bambini e ragazzi da zero a 16 anni. Le famiglie che non si adegueranno troveranno chiuse le porte di asili nido e materne, per cui l'obbligo vaccinale diventa requisito d'accesso. Mentre, a partire dalle scuole elementari, in caso di mancata osservanza dell'obbligo, genitori e tutori dovranno pagare multe tra 500 e 7.500 euro. Non solo: chi continuerà a ignorare il calendario vaccinale, sarà segnalato dall'azienda sanitaria locale alla Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni “per gli eventuali adempimenti di competenza”.

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