Voto, candidati sindaci emergenti: Alberto Cerutti (PdF): ''Borgomanero, città della famiglia''

08 giugno 2017 ore 13:58, Stefano Ursi
Sono gli ultimi, convulsi, giorni di campagna elettorale, e i candidati sindaci delle città che andranno al voto l'11 giugno prossimo affilano le armi per la chiusura. Sabato infatti scatta il silenzio elettorale e dunque fino a venerdì sera la campagna va avanti senza sosta. Nel viaggio alla scoperta dei candidati emergenti, oggi ad IntelligoNews parla Alberto Cerutti, candidato sindaco del Popolo della Famiglia a Borgomanero, che racconta gli ultimi giorni di campagna elettorale e lancia il suo appello al voto.

Voto, candidati sindaci emergenti: Alberto Cerutti (PdF): ''Borgomanero, città della famiglia''
Alberto Cerutti - (c) Alberto Cerutti Sindaco Facebook Page
Gli ultimi giorni di campagna elettorale a Borgomanero

''Noi abbiamo fatto una campagna che partisse dai contenuti e con l'evento di ieri sera, a cui hanno partecipato oltre un centinaio di persone, abbiamo completato il ciclo: il nostro obiettivo è il bene comune, non inteso come slogan, ma come la situazione in cui ogni persona ha la possibilità di realizzare se stessa e contribuisce alla realizzazione dell'altro. Dove le dinamiche si armonizzano al fine di contenere una società capace di condividere problematiche più importanti e le eccellenze migliori. Abbiamo poi realizzato una seconda serata incentrata sulla famiglia, contenitore del Dna primario del bene comune e soggetto tramite il quale realizzarlo: equa, giusta, accogliente, solidale e capace di contenere le forze per sanare le ferite nella condivisione. Abbiamo definito un programma di azioni che per un verso sono orientate a ridare forza ed efficacia alla famiglia che è stata maltrattata nel tempo, e dall'altro stimolare tutti i centri nevralgici della società a cui la famiglia può dare impulso, come ad esempio la propensione ad occuparsi delle persone, e in particolare di quelle più deboli che la compongono. Mettere al centro questa dinamica legata alla famiglia è stato meraviglioso. Nonostante allo stato attuale delle cose, soprattutto politico, sia un qualcosa di rivoluzionario, anche se dovrebbe essere la cosa più normale del mondo. Faremo i rivoluzionari della normalità''.

Appello al voto

''Non avrei mai pensato di fare politica, mi sono sempre occupato del sociale, dell'altro, ma inteso come soccorso. Mi ero illuso che la politica si occupasse di risolvere a monte delle problematiche mentre io come volontario e membro di associazioni mi occupavo di problemi finché non fossero stati risolti: a 50 anni mi sono reso conto che invece era esattamente l'opposto. La politica sfruttava le dinamiche sociali semplicemente per non dover risolvere nessun problema e farsi gli affari suoi. Cosa fastidiosa, oltre che sbagliata e disonesta. E quando ho messo la testa in politica ho trovato il nulla, nessun valore che possa sostenere delle scelte politiche ma solamente l'interesse. Di fronte a questo l'appello che ho fatto a chi condivide con me questa battaglia è che se le persone perbene si occupano della cosa pubblica, lo faranno sicuramente meglio di questa classe politica. Ho messo insieme la squadra di persone perbene, io sono una persona perbene nel senso prima detto: potrebbe essere veramente una chance unica per la cittadinanza di avere al governo della propria città persone che veramente tengono al bene comune, che è di tutti, invece che politici politicanti che pensano solo all'interesse di alcuni. Che non è il principio per fare politica con la P maiuscola''.

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autore / Stefano Ursi
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