Imola, meningite fulminante uccide 66enne: sconosciuto il sierogruppo

08 maggio 2017 ore 21:52, Micaela Del Monte
Una meningite fulminante di tipo batterico ha stroncato la vita di un 66enne di Imola. L'uomo è morto infatti nella serata di sabato presso il reparto di Terapia intensiva del Santa Maria della Scaletta, dove era stato ricoverato venerdì sera. La conferma di laboratorio per meningite batterica da meningococco è pervenuta nella tarda mattinata di oggi ed il Dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Imola ha subito attivato l'indagine epidemiologica per individuare le persone che negli ultimi giorni erano state a contatto con la vittima.
 
Imola, meningite fulminante uccide 66enne: sconosciuto il sierogruppo
Tutte sono state invitate a recarsi ad effettuare la profilassi antibiotica necessaria ad abbattere il rischio, "comunque molto basso", come assicura l'Ausl, di contrarre la malattia. La profilassi è già stata effettuata agli operatori sanitari che si erano presi cura del paziente. Non è ancora chiaro il sierogruppo di meningococco (A,B,C,W135 o Y) che ha causato la meningite fulminante che ha colpito il sessantaseienne.

“Il meningococco è un batterio che si trasmette per contagio diretto, ossia attraverso le goccioline di saliva o muco emesse parlando, tossendo o starnutendo – spiega il dr Gabriele Peroni, direttore della UOC di Igiene e Sanità Pubblica dell’Ausl di Imola – Pertanto una semplice profilassi antibiotica è raccomandata, in via del tutto precauzionale, solo per le persone che abbiano avuto contatti molto ravvicinati con il soggetto infetto nei 10 giorni precedenti all’esordio dei sintomi. Il periodo di incubazione del meningococco è infatti compreso tra 2 e 10 giorni. Ugualmente, le persone venute a diretto contatto con il malato devono porre attenzione all’eventuale insorgenza di sintomi come febbre alta, cefalea intensa, vomito, rigidità nucale, agitazione e poi torpore. Non bisogna però allarmarsi, perché questo germe è normalmente presente nelle prime vie aeree di circa il 5-10% della popolazione e solo raramente provoca meningite o setticemia. Inoltre si tratta di un batterio molto sensibile all’azione dell’aria, della luce, a tutti i disinfettanti ed alle normali misure di pulizia: nell’ambiente esterno e quindi, al di fuori delle persone che lo ospitano, viene rapidamente distrutto”.
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