Infiammazione e ''genesi'' delle malattie. Ricerche su connessione segreta

09 maggio 2017 ore 9:38, Stefano Ursi
L'infiammazione cronica è ormai assodato essere presente sotto alla superficie di moltissime patologie, spesso gravi e pericolose, e si candida a divenire a tutti gli effetti uno dei mali del nostro tempo. Oggi è divenuta un vero e proprio fulcro di attenzione da parte degli studiosi e dei ricercatori, che tentano di capire come e perché influenzi l'insorgere di alcune patologie, mettendo spesso seriamente a rischio la nostra salute. Il Corriere della Sera riporta, in un pezzo ampio e articolato dell'8 Maggio, i pareri degli esperti relativamente a questa tematica, oggi di grandissimo interesse dopo che per un lungo periodo di tempo era stata relativamente sottovalutata.

Infiammazione e ''genesi'' delle malattie. Ricerche su connessione segreta
Da Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Humanitas di Rozzano (Mi) e docente dell’Humanitas University, che spiega come ''patologie diverse fra loro come infarto, cancro, obesità, diabete, malattie neurodegenerative condividono meccanismi infiammatori. Nell’obesità, per esempio – spiega – la sovrabbondanza di tessuto adiposo invia segnali che disorientano i macrofagi, cellule che di norma orchestrano le funzioni del grasso corporeo e che con l’eccesso di peso iniziano invece a produrre molecole pro-infiammatorie, che sono alla base delle conseguenze negative dei tanti chili di troppo, tumori compresi''. A Francesco Prati, presidente del Centro per la Lotta contro l’Infarto – Fondazione Onlus che spiega come ''in presenza di infiammazione è più probabile che le placche aterosclerotiche si rompano provocando un infarto, inoltre le placche più “cattive” contengono una quantità maggiore di cellule infiammatorie''. A Sandro Ardizzone, responsabile della gastroenterologia all’Asst Fatebenefratelli – Sacco di Milano che si concentra sulle cause delle infiammazioni: ''In parte conta lo stile di vita occidentale che, per esempio, riduce il contatto con i germi durante l’infanzia non consentendo al sistema immunitario di svilupparsi e modulare le sue risposte in modo corretto, facilitando perciò la comparsa di reazioni infiammatorie esagerate o improprie; un ruolo lo gioca poi il microbiota, ovvero i germi che vivono nel nostro intestino''.

I pareri degli esperti riportano così l'attenzione alta su una dinamica, quella infiammatoria cronica, che diventa decisivo capire onde poter andare alla radice della genesi e di alcune patologie molto gravi. E non solo, perché nell'Aprile scorso uno studio realizzato da Humanitas e Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr), in collaborazione con l’Universidad Miguel Hernández lnstituto de Neurociencias, per la prima volta identifica la relazione tra alti livelli di infiammazione e aumentata espressione della proteina MeCP2. Una proteina coinvolta in disturbi dello sviluppo neurologico infantile caratterizzati da gravi disabilità fisiche e mentali in patologie come la sindrome di Rett e la sindrome da duplicazione di MeCP2.

Spiega in una nota del Cnr Michela Matteoli, direttore dell’In-Cnr e del Neuro Center di Humanitas e docente di Farmacologia di Humanitas University: ''Abbiamo dimostrato che un’eccessiva infiammazione aumenta i livelli di MeCP2, una proteina coinvolta in malattie del neurosviluppo. Bloccando una delle molecole chiave dell’infiammazione attraverso un farmaco antagonista del recettore dell’interleuchina-1 beta, un antinfiammatorio già usato nella pratica clinica, siamo riusciti a correggere i livelli di MeCP2 così come molti dei difetti delle sinapsi che caratterizzano le patologie del neurosviluppo, normalizzando i difetti di apprendimento''. Una scoperta, spiega la nota – effettuata in laboratorio per cui, al momento, non ci sono ancora evidenze cliniche, ma comunque importante perché contribuisce a mettere ancora più sotto la lente di ingrandimento tutte le dinamiche potenzialmente scatenate dall'infiammazione.

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autore / Stefano Ursi
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