Salvato col trapianto, licenziato dall'Azienda. Sciopero per operaio di Rivoli

09 marzo 2017 ore 10:37, Americo Mascarucci
Sciopero di due ore su ogni turno all'Azienda di Rivoli dove un operaio è stato licenziato dopo un'operazione al fegato che lo ha reso invalido al 100%.  E' questo il modo con cui i colleghi hanno deciso di mostrarsi solidali con il compagno reduce da un intervento chirurgico a seguito della scoperta di un tumore. Trapianto di fegato che gli è però costato il licenziamento in tronco. Per tutta la giornata di mercoledì 8 marzo Fiom, Fim e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e definito inaccettabile la decisione dell’azienda.
Salvato col trapianto, licenziato dall'Azienda. Sciopero per operaio di Rivoli


I FATTI
La scorsa estate all'operaio era stato diagnosticato un carcinoma epatico. I medici gli avevano fatto capire che, senza un trapianto immediato, non gli sarebbero rimasti più di sei mesi di vita, ma dopo poche settimane era stato individuato un donatore. L’intervento, eseguito all'ospedale Molinette di Torino, è riuscito alla perfezione.
Da qui però da un incubo scampato se ne è aggiunto subito un altro.
L'operaio licenziato racconta: 
"Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate. Poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento. Sono un operaio universale, ci chiamano così ora. Ho sempre lavorato su tre turni. Dicono che ora non posso più fare il lavoro che facevo e non sanno che mansione affidarmi. Non c'è nessuna posizione per me, ero anche disposto a un demansionamento, avrei accettato di fare qualunque cosa, fotocopie in un ufficio o il fattorino".
Invece niente, l'Azienda avrebbe deciso di buttarlo fuori.

SINDACATI IN RIVOLTA
"L’azienda non ha informato le Rsu e ha fatto offerte ridicole al lavoratore, che giustamente le ha rifiutate – spiegano i rappresentanti sindacali –. Non si può trattare in questo modo un uomo che ha dato buona parte della sua vita per la sopravvivenza di questo stabilimento".

L'INTERVENTO DI CESARE DAMIANO
Parla di "licenziamento indegno e gesto riprovevole" il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano che aggiunge:
"Auspico che l’azienda ritorni sui suoi passi e si sforzi di trovare una soluzione adeguata alle attuali condizioni fisiche del lavoratore. Bene hanno fatto i sindacati a dichiarare due ore di sciopero. I lavoratori hanno compensato con la loro solidarietà la vergognosa mancanza di umanità di cui si è macchiata l'Azienda".
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