Viterbo, badge prestati e prestazioni "gonfiate": denunciati furbetti dell'Asl [VIDEO]

01 febbraio 2017 ore 9:20, Micaela Del Monte
Sono #23 le #denunce per altrettanti dipendenti, tra medici, infermieri e funzionari dell’ospedale Belcolle di Viterbo, tutti con l'ipotesi di reato di falso e #truffa ai danni dello Stato. Una pratica fin troppo diffusa quella del badge prestato "allegramente" a colleghi e amici da timbrare al posto di altri, tanto che i finanzieri della cittadina a nord della capitale hanno avviato una prima indagine "d'iniziativa".

Viterbo, badge prestati e prestazioni 'gonfiate': denunciati furbetti dell'Asl [VIDEO]
Le indagini, condotte dal nucleo di polizia tributaria, durate 9 mesi a cavallo tra il 2015 e 2016, hanno confermatole voci sui comportamenti dei dipendenti scorretti giravano già da tempo, in tutti i reparti.

Coordinate dal p.m. Paola Conti, le Fiamme Gialle hanno portato alla luce un collaudato sistema dedito al raggiro andato avanti per anni a spese dei contribuenti. Attraverso appostamenti e pedinamenti prima e con telecamere di videosorveglianza e analisi dei tabulati dopo, gli inquirenti hanno accertato che timbrare il cartellino, anche quelli dei colleghi assenti, per poi allontanarsi dal posto di lavoro, era pratica comune in una determinata Unità Operativa dell’ospedale: c’è chi andava a fare tranquillamente la spesa durante l’orario di servizio e chi, addirittura, se ne andava alla recita di Natale.

”La vicenda dei furbetti del cartellino scoperta nella Asl di Viterbo purtroppo fa emergere anche nel Lazio l’ennesimo caso di malcostume e frode nel settore pubblico ai danni dello Stato e soprattutto di ignari e onesti cittadini e pazienti. Uno schiaffo in faccia a chi ogni giorno si reca sul posto di lavoro con senso di responsabilità o di chi cerca con affanno un’occupazione. Questo comportamento va perseguito con sempre maggiore asprezza e senza sconti, perché non danneggia solo economicamente le casse statali senza offrire servizi, ma svuota il senso di comunità che è alla base delle professioni medico-sanitarie e del welfare”. Ha commentato Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia che domenica 5 febbraio parteciperà all’evento dal titolo “Viterbo città malata?” promosso dalla Fondazione per la Tuscia per aprire un confronto sull’attività della Regione Lazio sulla sanità, dal piano di rientro alle iniziative per il precariato nel settore pubblico.

Ad aggravare ancora di più lo scandalo, una frode per 1,3 milioni di euro per false attestazioni: attraverso l’incrocio dei documenti dell’Asl e della Regione Lazio, i finanzieri hanno dimostrato che dodici, tra medici e infermieri, hanno percepito nell’arco di 5 anni delle indennità per prestazioni domiciliari mai svolte, oppure gonfiate, ovvero effettuate ma rendicontate anche a favore di terzi che non avevano partecipato.

L'Asl di Viterbo, come annunciato ieri dalla dirigenza, si costituirà parte civile nel processo e ha già aperto una commissione d’inchiesta per quantificare il danno. Insieme alla Guardia di Finanza, inoltre, redigerà una relazione per la Corte dei Conti. Nel frattempo, sono partite le misure per l'applicare le sanzioni ai dipendenti indagati e per riorganizzare il reparto incriminato. 

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