Guerra alle sigarette: non solo elettroniche, anche intelligenti col tabacco

10 luglio 2017 ore 15:34, Americo Mascarucci
Mentre in tutto il mondo continuano le campagne anti- fumo additando le sigarette come la principale causa della mortalità da cancro al polmone, arriva la notizia che Philip Morris ha annunciato 600 nuove assunzioni presso il suo stabilimento bolognese. Ma attenzione, queste assunzioni che si aggiungono alle 200 già attuate un anno fa, sono legate alla produzione di una nuova sgaretta, definita "intelligente" dal momento che ridurrebbe drasticamente il tasso di nocività contenute nelle normali sigarette, comprese quelle elettroniche.
Guerra alle sigarette: non solo elettroniche, anche intelligenti col tabacco

SIGARETTA INTELLIGENTE - L’Azienda ha deciso di ampliare ulteriormente il nuovo stabilimento di Intertaba, affiliata di PMI, a Crespellano – Valsomaggia. In questa fabbrica Philip Morris ha previsto 600 assunzioni che saranno srettamente legate alla produzione della nuova "sigaretta-intelligente". 
Si tratta di una nuova sigaretta, a cui la multinazionale lavora da anni, in cui il tabacco non brucia ma viene riscaldato tramite un piccolo astuccio elettronico (riducendo le sostanze nocive prodotte dalla combustione). La nuova sigaretta “che non brucia” ha già prodotto negli stabilimenti bolognesi della Philip Morris le prime 200 assunzioni un anno fa. 
Il maxi-stabilimento occupa in tutto 70mila metri quadri per un investimento di500 milioni di euro. Per produrre le iQos verranno utilizzati a regime 600 nuovi dipendenti, divisi tra Crespellano e lo stabilimento pilota, già funzionante, di Zola Predosa accanto all’ex Intertaba (che ha cambiato nome in Philip Morris Bologna). Sul progetto iQos il colosso svizzero-americano ha investito negli anni oltre due miliardi di dollari in ricerca.

OLTRE LE ELETTRONICHE - L'iniziativa della Philip Morris è salutata con favore da tanti fumatori dopo che anche le sigarette elettroniche sono state da più parti definite un bluff. Secondo uno studio dei chimici dell'Università di Connecticut infatti le sigarette elettroniche potrebbero essere potenzialmente dannose come le sigarette contenenti tabacco. Utilizzando un nuovo dispositivo di test a stampa 3D, i ricercatori della UConn hanno affermato che le sigarette elettroniche caricate con un liquido a base di nicotina potrebbero essere potenzialmente dannose come le sigarette non filtrate in relazione a danni al Dna. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista ACS Sensors. Gli scienziati della UConn hanno deciso di esaminare se i prodotti chimici delle sigarette elettroniche possano causare danni al DNA umano tramite la sperimentazione di un nuovo dispositivo di screening elettro-ottico sviluppato nel loro laboratorio. 
Il piccolo dispositivo stampato a 3D, spiegano i ricercatori, si ritiene sia il primo del suo genere in grado di individuare rapidamente il danno del DNA o la genotossicità nei campioni ambientali del campo. Il danno al Dna dipenderebbe dalla quantità di vapore che l'utente inala, dagli altri additivi eventualmente presenti e se viene utilizzato o meno liquido a base di nicotina, Così Karteek Kadimisetty, autore principale dello studio: ''Dai risultati del nostro studio, possiamo concludere che le e-sigarette hanno il maggior potenziale per causare danni al DNA come sigarette regolari non filtrate". Nello stesso lasso di tempo viene pubblicata un'altra ricerca relativamente alle sigarette elettroniche; secondo i ricercatori della Penn State College of Medicine le persone che usano regolarmente sigarette elettroniche sono meno dipendenti dal loro prodotto rispetto a quelle che usano regolarmente sigarette tradizionali. 
Ecco quindi che la nuova sigaretta della Philip Morris potrebbe davvero rappresentare una svolta in termini economici ma ancora di più sanitari.

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