Freevax, Povia era in piazza: "Vaccini multipli un abuso. Se fossi un medico"

10 luglio 2017 ore 16:44, Stefano Ursi
La manifestazione freevax di Pesaro, che ha radunato in piazza migliaia di persone per protestare contro il decreto sui vaccini obbligatori, sta facendo molto parlare. Quale il senso della manifestazione? Come sta cambiando il modo di farsi sentire degli italiani nell'era della tecnocrazia imperante e dei social come piazza di discussione virtuale ma non reale? IntelligoNews ha posto queste e altre domande al cantante Giuseppe Povia, che punta l'attenzione sul fatto che le piazze piene di persone sono un segno in controtendenza rispetto alla società in cui viviamo: ''Nel mondo di internet, dove le notizie passano così veloci e ce n'è una al minuto, con le agenzie che si aggiornano ogni dieci minuti, riuscire a spostare cinquantamila persone in ogni città dove si manifesta, perché io ero in piazza e questo era il numero - nonostante i giornali dicano diecimila - è importante. E quando il Parlamento vede una roba del genere sicuramente non può ignorarla''.

Freevax, Povia era in piazza: 'Vaccini multipli un abuso. Se fossi un medico'
La piazza di Pesaro, secondo lei, era free-vax o no-vax?

''Entrambe secondo me, perché alla fine la giornata sulla libertà di scelta vaccinale era relativa all'ennesimo decreto fatto contro e senza il popolo; c'era gente a favore dei vaccini, gente che è contro, chi i figli non li vaccina e così via, però il dato secondo il mio parere è che non si dovrebbe fare un decreto legge per imporre una cura farmacologica. Diciamo che se tuo figlio necessita un vaccino glielo fai, ma così, multipli e di massa, come direbbe qualche medico che però non vuole che io faccia il suo nome, la gente pensa ad un abuso''.

Lo scendere in piazza è, al di là della questione vaccini, è segnale qualcosa che cambia?

''Sì, perché nel mondo di internet, dove le notizie passano così veloci e ce n'è una al minuto, con le agenzie che si aggiornano ogni dieci minuti, riuscire a spostare cinquantamila persone in ogni città dove si manifesta, perché io ero in piazza e questo era il numero nonostante i giornali dicano diecimila, è importante. Ricordo il Family Day, ad esempio, con una piazza di 800mila persone che non vedevi la fine. E quando il Parlamento vede una roba del genere sicuramente non può ignorarla e se non la ignora, vede un moto di persone, che diventa un movimento, che a sua volta diventa una variazione e magari può prendere in considerazione che si sta facendo una caz...ta. Da 12 diventano 10 con criterio scientifico: quali sono stati tolti? E perché? Prima si mette la multa, poi si toglie, poi se si paga il bambino va a scuola lo stesso: e allora capisci che la scienza non c'entra niente''.

Le motivazioni del tuo no.

''Se fossi un medico, un immunologo, andrei alla ricerca della verità. E invece spesso anche in questo senso c'è un deficit di credibilità, perché chi dice di farli con insistenza non sai se per convinzione o per paura di essere radiato, chi esprime perplessità viene radiato. Non entrando nel merito della medicina e della scienza, è dal 2011, quando il governo Berlusconi venne fatto cadere con un colpo di Stato ormai chiaro a tutti, che i governi che si sono succeduti stanno portando avanti un avanzamento di leggi, di vario genere, senza il consenso del popolo. Dal pareggio di bilancio, al fiscal compact e chi più ne ha più ne metta. Questo, in sostanza, è l'ennesimo decreto legge che sta facendo perdere tempo ai cittadini italiani, quando si dovrebbe parlare di altre cose, come la spesa-deficit per esempio, e dell'unico vero problema che è l'uscita dall'euro: bisognerebbe uscire per forza dall'euro, e non lo dico mica io ma i premi nobel''.

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autore / Stefano Ursi
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