"Casa Le Pen", CASAPOUND: "Essere duri ma fino in fondo. Se Salvini spacca tutto, ci siamo"

10 maggio 2017 ore 11:58, Americo Mascarucci
Marion Maréchal-Le Pen, deputata del Front National e nipote di Marine ha annunciato l’intenzione di lasciare la politica. Quella che molti avevano individuato come la "delfina"  Di Marine Le Pen, destinata a proseguire nella linea di successione alla guida del Front passata dal nonno Jean-Marie alla zia, ha annunciato che rinuncerà sia alla candidatura alle politiche di giugno che alla presidenza del gruppo FN nel Consiglio regionale della Provenza-Alpi-Costa azzurra. Una decisione che molti hanno legato alla battuta d’arresto subita dal Front National con la sconfitta di Marine alle presidenziali francesi e a contrasti fra le donne Le Pen sulla conduzione della campagna elettorale e del partito. L'estrema destra è dunque in crisi con il serio rischio di una brusca e ulteriore frenata alle elezioni legislative di giugno? Intelligonews lo ha chiesto a Simone Di Stefano, il vicepresidente di CasaPound, movimento molto vicino alle posizioni del Front National.
'Casa Le Pen', CASAPOUND: 'Essere duri ma fino in fondo. Se Salvini spacca tutto, ci siamo'
Che succede nel Front National? Marion le Pen annuncia il suo ritiro dalla politica, separando i suoi destini da quelli di Marine. C’è dunque una crisi dell’estrema destra che prescinde dalla vittoria di Macron e che covava già da tempo?

"Che ci sia una crisi nel Front National è evidente da tempo, soprattutto perché sono state chiare a tutti le oggettive difficoltà di tenere insieme il vecchio con il tentativo non di assorbirlo, bensì di espellerlo. Il fatto che ora ci sia divergenza anche fra le due donne del Fronte rende la crisi ancora più grave".

Cosa non ha funzionato nella campagna elettorale di Marine Le Pen?

"Sicuramente il tentativo di spostarsi su posizioni moderate. Avrebbe dovuto cercare consenso fra la rabbia della gente e non tranquillizzando l’elettorato moderato spaventato dai media e pronto a votare anche un marziano pur di non farla vincere. Avrebbe dovuto puntare alla conquista dei voti di Melenchon e di quanti arrabbiati non sono neanche andati a votare. Bisognava essere duri fino in fondo anziché tentare riposizionamenti sull'Euro e l' Europa per non apparire troppo anti-europeisti".

Questa crisi potrà penalizzare l’estrema destra anche alle legislative, regalando un'altra vittoria a Macron che sembra senza rivali? Il fatto che Marine Le Pen parli di cambiare nome e dare vita ad un nuovo soggetto politico potrà aiutarla?

"Non credo farà questi cambiamenti prima del voto. Certamente la confusione è tanta e l’aria che si sta facendo respirare al proprio elettorato non è delle migliori. Le elezioni legislative potevano rappresentare l’occasione giusta per una rivincita e per un forte riposizionamento in Parlamento. Temo che questo non avverrà". 

Nella Lega Roberto Maroni ospite di Bianca Berlinguer ha di fatto sancito la rottura con Matteo Salvini in vista del congresso criticando la scelta lepenista del Carroccio e rilanciando l'alleanza con Silvio Berlusconi. Voi già da tempo vi siete distanziati dalla Lega criticando una certa ambiguità di Salvini. Oggi vi sentite rafforzati da questo scontro che si profila fra i leghisti?

"Noi abbiamo criticato Salvini perché riteniamo che il suo tentativo sia comunque quello di tornare nel centrodestra come del resto auspicano i vari Bossi, Maroni e Zaia contrari a progetti nazionali ed interessati a riportare la Lega a ciò che era prima, un partito del 4% disposto a fare la stampella del centrodestra purché gli si lasci governare il Nord. Se oggi Salvini spacca tutto e frantuma il centrodestra in favore di un nuovo progetto politico noi siamo aperti al dialogo. Il congresso della Lega lo vedo molto difficile per Matteo dopo la sconfitta della Le Pen. Ma al tempo stesso vedo un Salvini molto deciso a proseguire un percorso nazionale e sovranista lontano da Forza Italia e questo credo sia molto positivo. Se sarà in grado di fare qualcosa di nuovo allora potremo anche tifare per lui".

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