La password della settimana: cosa sono le regole e i dogmi

10 marzo 2017 ore 10:45, Paolo Pivetti
Nella chiesa di sant’Ildefonso, a Milano, con il consenso della Curia milanese, si tiene un momento di preghiera in ricordo di Dj Fabo che è andato a porre volontariamente termine ai suoi giorni in Svizzera.
Michele Serra ha dedicato a questo fatto il  suo abituale corsivo su Repubblica, qualche giorno fa. Esprime comprensione per la madre di Fabo, bisognosa del conforto di “salutare in chiesa il figlio che ha deciso di morire”. Trova più rassicurante per tutti, credenti e non, “l’idea di una chiesa (e di una Chiesa) accogliente e non respingente”. Ma poi sferra il suo affondo spiegando in sintesi perché non è d’accordo: “Chi sceglie di non sottostare a regole e dogmi nei quali non crede, deve fare senza. Perché lo ha scelto; e perché la rinuncia a quelli che una volta si chiamavano “i conforti della religione” non deve sembrargli una menomazione; semmai una conquista”.  
Visto da fuori, dunque, il far parte della chiesa, anzi della Chiesa, è un affare di “regole e dogmi”. 
È una visione ben antiquata e inadeguata del Cristianesimo e di quanto la Chiesa Cattolica insegna. 

Per rispondere a questi luoghi comuni, che evidentemente persistono anche negli intellettuali più agguerriti, tocca scomodare san Paolo e la sua Lettera ai Romani: “L’uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge”. Il che vuol dire che non è nelle “regole e nei dogmi” la salvezza dell’uomo, ma appunto nella fede, cosa ben diversa. Questa e altre verità, nascoste ai sapienti, sono invece molto chiare a chi, come la mamma di Dj Fabo, cerca “il conforto di salutare in chiesa il figlio che ha deciso di morire”, cioè si rivolge, prostrata dal dolore ma sostenuta dalla speranza, a quella certezza che sta al di là dei nostri drammi quotidiani, dei nostri dubbi, e della morte stessa. Alla fede, appunto.
Nelle parole di Michele Serra è anche molto riduttivo il definire tutto questo “i conforti della religione”. La religione cristiana, di cui qui si parla, e che accoglie chiunque entri in quella chiesa cattolica dove si prega per Dj Fabo, non dà “conforto”: certamente ne darebbe di più un buon ansiolitico o una quarantina di gocce di Lexotan. La religione cristiana, di fronte alla morte non ci consola ipocritamente con il solito “è la volontà di Dio” cui molti erroneamente ricorrono. La Bibbia, nel Libro della Sapienza, è molto chiara: “Dio non ha creato la morte / e non gode per la rovina dei viventi. / Egli infatti ha creato tutto per l’esistenza; (...) Sì, Dio ha creato l’uomo per l’immortalità: / lo fece a immagine della propria natura. / Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; / e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.” Dio sa bene che la morte è ingiusta, ma è pur sempre l’unica porta per uscire da una vita ferita dal peccato. Anche questo lo sa, e per sconfiggerla, nel suo disegno di salvezza l’ha condivisa con noi.

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autore / Paolo Pivetti
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