M5S, la strategia anti-gaffe di Grillo dopo gli errori di Casaleggio Jr

12 gennaio 2017 ore 12:09, Adriano Scianca
Dopo il pasticcio Alde-Ukip, nel M5S è caccia al colpevole. E in molti sanno già verso dove puntare il dito: Davide Casaleggio. È lui la persona indicata da molti come anello debole del Movimento. Il figlio di Gianroberto, secondo molti, non sarebbe all'altezza del padre. Il quale appariva poco ma, giurano tutti gli addetti ai lavori, indirizzava il Movimento in modo cruciale. Da quando al vertice della Casaleggio Associati Srl è salito il figlio, invece, le gaffe non si contano più. 

M5S, la strategia anti-gaffe di Grillo dopo gli errori di Casaleggio Jr

Il caos romano, per esempio. Virginia Raggi era la pupilla di Gianroberto, che però prevedeva di marcarla stretta per impedirle di fare errori. Davide non è sembrato all'altezza del ruolo, e infatti al campidoglio di gaffe ne hanno fatte davvero troppe, tanto da far perdere la pazienza a Grillo, che vede sempre più di cattivo occhio la “sindaca”. Ma ancor più preoccupante è la giravolta sui gruppi parlamentari europei, il cui deus ex machina è stato David Borrelli, uno dei tre triumviri insieme a Max Bugani e allo stesso Casaleggio dell’associazione Rousseau, il sistema operativo dei Cinque Stelle. Un casaleggiano doc, insomma. In molti puntano il dito sulle differenze tra padre e figlio: tanto vulcanico e originale il primo, quanto metodico e lineare il secondo. A Davide, insomma, mancherebbe la “visione”. 

Come se non bastasse, adesso si aprono una serie di fronti legali contro i dissidenti persi per strada in tutte queste capriole: il M5S ha fatto firmare a tutti i suoi eletti dei “contratti” che prevedevano delle “penali” in caso di fuoriuscita dal partito. Patti che, però, non hanno alcuna validità legale. Andando in tribunale, si potrebbe lanciare il solito boomerang destinato a tornare indietro. Un'altra figuraccia dietro l'angolo. Per far fronte alla deriva, Grillo prova a rilanciare con sempre nuovi scandali politico-mediatici: dalle posizioni dure sull'immigrazione alla “giuria popolare” contro i giornalisti. Posizioni studiate a tavolino per dare scandalo e recuperare l'immagine di movimento anti-sistema perduto strada facendo. C'è solo da chiedersi fino a quando potrà durare il giochino.
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