Trump e hacker russi, G. Adinolfi: ''E' la 'Grande Yalta'. Verso governo di polizia mondiale''

12 gennaio 2017 ore 12:00, intelligo
di Stefano Ursi

Hacker, dossier, prospettive di governo e scenari internazionali. Cosa emerge dai primi giorni alla Casa Bianca di Donald Trump? C'è qualcuno che spinge per delegittimarlo come presidente? E soprattutto l'Europa, a che destino va incontro? IntelligoNews ha rivolto queste domande allo scrittore Gabriele Adinolfi, che così chiosa: ''Siamo prossimi ad un governo di polizia mondiale. Europa? Se non cambia a breve sarà morta''.

Nella conferenza stampa di ieri Trump ha sostanzialmente ammesso che dietro le campagne hacker ci sia stata anche la Russia. Che ne pensa?

''In questo momento sono in corso forti scontri intestini di intelligence e ne sta emergendo la 'grande Yalta', il grande inciucio fra americani, inglesi e russi, e comunque vada la butteranno, come si suol dire, 'in caciara'. A meno che interessi economici di grande portata non intervengano, siamo ormai prossimi ad un governo di polizia mondiale''.

La Cnn ha parlato di materiali compromettenti su Trump in mano ai russi. Che ne pensa?

Trump e hacker russi, G. Adinolfi: ''E' la 'Grande Yalta'. Verso governo di polizia mondiale''
''Non ho ovviamente elementi per giudicare, ma quel che so in generale, è che ciascuno, quando minaccia qualcosa contro qualcuno, conosce cosa ha in mano. Ma sa anche che quel qualcuno ha spesso qualcosa in mano contro colui che lo minaccia''.

Ripercorrendo queste settimane e queste circostanze, Lei pensa che ci sia ancora, nonostante l'uscita di scena di Obama, la volontà di spingere sul fatto che Trump non possa fare il presidente degli Stati Uniti?

''Qualcuno questa volontà sicuramente ce l'avrà, ma io noto che quel che ha fatto Obama finora non è stato di impedire a Trump di fare il presidente, bensì porgergli un tappeto rosso su cui camminare, permettendogli di presentarsi come l'uomo della grande svolta: il sostegno totale a Israele, l'alleanza con la Russia, il nemico non è più la Cina ma la Germania. Ripeto, ci apprestiamo ad un sistema di polizia mondiale, che poi potrebbe ovviamente sempre saltare, ma mi pare che la tendenza sia sostanzialmente questa: ovvero che Trump sia stato favorito da Obama e non il contrario''.

In questo scenario come si pone l'Europa?


''Se non si sbriga a cambiare qualcosa, se non si smuove entro due o tre anni è morta. E non mi riferisco all'Europa come Unione Europea, ma come economia, popoli, stirpi e avvenire''.
autore / intelligo
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