Equitalia: 9mld recuperati nel 2016, ma 45 mld sono all'estero

13 febbraio 2017 ore 11:58, Luca Lippi
Equitalia nel 2016 ha incassato 9 miliardi di Euro. Il dato ha più la forma di una richiesta di aiuto per scongiurare la chiusura che un vero e proprio record. In realtà sono appena 500 milioni in più del 2015.
Infatti è l’ultimo anno di piena operatività della società; in attesa che la riforma entri in vigore, l’agenzia della riscossione può vantare un +6,17% rispetto al 2015, oltre mezzo miliardo in più di recupero di debiti dei cittadini con il fisco e non solo.
L’amministratore delegato dell’agenzia di riscossione afferma: I nostri progetti per costruire un nuovo rapporto coi cittadini grazie anche all’impegno e alla professionalità dei dipendenti vanno nella giusta direzione”, ma in concreto Equitalia non può avere progetti, Eqwuitalia è destinata alla chiusura e comunque lavora solo ed esclusivamente sugli accertamenti di Agenzia delle Entrate.

I dati
Per l’Agenzia delle Entrate, Equitalia ha portato a casa quasi il 10% di crediti in più (4,66 miliardi, 414,6 milioni di euro in più rispetto al 2015), ma a beneficiare delle performance di Equitalia è anche l’Inps, con un saldo che sfiora i 2,5 miliardi (+5,5%), 124 milioni di euro in più rispetto al 2015. In flessione, invece, il dato relativo ai Comuni: in attesa che arrivi anche la riforma della riscossione locale, e con molti sindaci che si dedicano in proprio al ‘recupero crediti’, nel 2016 da Equitalia sono stati riscossi 530 milioni di euro, venti in meno rispetto al 2015.

Equitalia: 9mld recuperati nel 2016, ma 45 mld sono all'estero

Per quanto riguarda il lavoro eseguito si mandato dall’Inail, Equitalia ha recuperato 117 milioni nel 2016 (+4,7%) così come fa segnare un incremento di 20 milioni di euro la riscossione per altri Enti (Regioni, casse previdenza e Camere di commercio) mentre è in calo di 34,6 milioni (-8,6%) il dato relativo agli altri Enti statali (ministeri, prefetture, altre agenzie). 
A trainare il saldo positivo resta il Centro-Nord (dalla Toscana alla Valle d’Aosta) che fa segnare oltre 4,8 miliardi, mentre nelle regioni del Centro-Sud (Umbria e Lazio comprese) la riscossione sfiora i 3,9 miliardi. Al top la Lombardia, in cui Equitalia ha incassato oltre 1,8 miliardi, (+0,2%) seguita da Lazio, 1,28 miliardi (+8,8%) e Campania (875 milioni, +5,6%).
Ad analizzare nel dettaglio i dati, c’è da sottolineare che le maggiori entrate sono dovuti al recupero di fiscalità da parte delle aziende, come a dire che si toglie redditività alle imprese che dovrebbero disporre di quelle risorse per l’innovazione e il rilancio produttivo innescando anche l’aumento dei redditi necessario e sufficiente per sostenere la ripresa.
Chi non ha pagato è giusto che saldi i suoi debiti, ma in questo periodo è più facile recuperare risorse da chi non può sfuggire e che in buona fede ha creduto più giusto pagare gli stipendi che licenziare e indebolire la propria forza propulsiva.
Più complicato il recupero (assai più importante e incisivo) che si potrebbe concretizzare con una politica di rientro di capitali dall’estero, ma in questo caso lo scontro è fra titani. Infatti, si parla di rimpatrio di capitali perché si ha la certezza di avere a che fare con degli evasori fiscali che, per proteggere la propria liquidità o i propri affari sporchi, hanno spostato tutto all’estero. Si parla quindi di rimpatrio di capitali nel momento in cui si vuole fare luce su una vasta serie di transazioni che avvengono ogni giorno e per aiutare anche, con una serie di operazioni mirate, a contribuire a risanare il debito pubblico.
Se nove miliardi in un anno sono un record, immediatamente il numero diventa risibile se confrontato alla stima di 45 miliardi certi individuati all’estero, dei quali 35 miliardi in Svizzera (fonte sole24ore), il che dimostra la difficoltà di incidere concretamente sul fenomeno dell’evasione.

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autore / Luca Lippi
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