Serracchiani, nervi e lacrime in Aula: "Per FVG ho rinunciato a care cose" - VIDEO

15 dicembre 2016 ore 19:37, intelligo
La presidente della Regione è appesa a due fili dopo la bocciatura della Consulta del testamento biologico "illegittimo" del FVG: la durata del Governo Gentiloni e il prossimo congresso del Pd forse tra gennaio e febbraio. Su tutto l'enigma referendum sul Jobs Act, che potrebbe avvenire a giugno e sul quale Poletti è stato chiaro: andare al voto prima che accade. D'altronde una bocciatura del Jobc Act sarebbe la bocciatura dello stesso Reniz e come potrebbe ripresentarsi poi e chiedere il consenso qualora bocciassero un'altra riforma voluta dal suo governo? 
Deve stare attenta Deborah perché la legislatura in Fvg potrebbe mettere in serio pericolo la decisione di correre per il Parlamento. E' così appesa tra delucidazioni e delusioni, che le stanno facendo saltare i nervi. Lo sfogo è celato tutto in questa dichiarazione: "E’ qualche anno che si vogliono sapere le mie intenzioni - ha detto in Consiglio regionale -. Mi hanno inserita nel totoministri del Governo Monti, poi in quello Letta, quindi con Renzi e infine con Gentiloni, ma io faccio la presidente del Fvg e credo di aver svolto questo ruolo a tempo pieno viste le riforme che siamo riusciti a mettere in cantiere. Stiamo attraversando un periodo difficile, è innegabile, ma pensiamo a governare bene la Regione e ad avere un Governo che approvi leggi importanti per il Paese nei prossimi mesi. Poi, tutte le valutazioni del caso, saranno rimesse". 
Fa la furba allora Deborah e sposta l'attenzione sulle critiche, sui detrattori: "Una vera domanda da porsi è legata al candidato del centrodestra e se quei partiti si presenteranno in coalizione oppure divisi, oltre a capire le decisioni del M5s che in Fvg sembra non sfondare". 
Ma il suo orizzonte oggi è appesantito da una grave e pesante sconfitta, che va ad aggiungersi a quelle elettorali ottenute a Trieste, Pordenone, Codroipo e Monfalcone perchè, dice lei, "bisogna anche saper scegliere i candidati giusti". 
L'intervento finisce in lacrime ma per il testamento biologico, la sua fragilità che nei momenti più difficili evidentemente è venuta fuori, con tutto la sua "considerazione amara". A quel punto la commozione: "Non so se è stato perchè sono donna o perchè non sono nata in Friuli Venezia Giulia ma ho sopportato più di chiunque altro attacchi esclusivamente personali, ci sono momenti in cui faccio fatica anche io ma non dite che non ho dedicato a questa Regione tutta me stessa perchè per questa regione - ha concluso con la voce rotta dal pianto - ho rinunciato a tutte le cose più care che avevo". In mezzo al discorso Elio De Anna (Fi) le si è avvicinato da medico e collega perché il conforto non ha bandiere. 


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