Fatima, Grana (FQ): "Apparizioni? Francesco come Ratzinger fa differenza tra rivelazioni..."

15 maggio 2017 ore 15:08, Andrea Barcariol
Il viaggio di Papa Francesco al Santuario di Fatima, a 100 anni dalla prima apparizione ha calamitato l'attenzione dei media. A far discutere , soprattutto sul web, sono state alcune parole di Bergoglio nella conferenza stampa in volo sul volo di ritorno da Lisbona a Roma su Medjugorie: "Credo alla Madonna nostra Madre buona, non a quella capo di un ufficio telegrafico" e alcune scelte fatte in occasione della visita al Santuario. Intelligonews ne ha parlato con Francesco Antonio Grana, vaticanista de Il Fatto Quotidiano.

Fatima, Grana (FQ): 'Apparizioni? Francesco come Ratzinger fa differenza tra rivelazioni...'
Il Papa in visita al santuario di Fatima ha parlato di Medjugorie sollevando molti dubbi. Non crede che in questo modo si delegittimi il viaggio stesso?


"Non è la prima volta che Papa Francesco parla di Medjugorie, si è espresso tante volte sull'argomento, anche tornando dal viaggio a Sarajevo, quando non aveva toccato Medjugorie pur essendo a pochi chilometri di distanza. Gli è stata fatta una domanda e ha detto quello che ha sempre sostenuto, a lui piace pensare a una Madonna madre e non come capo di un ufficio postale. La sua posizione è questa. C'è stata forse un'apertura sulle prime apparizioni, scetticismo invece c'è sulle apparizioni successive e quelle che avvengono ancora oggi secondo quanto sostengono i veggenti. E' ovvio che al Papa, toccando uno dei santuari mariani più importanti del mondo, può capitare una domanda sulle apparizioni e su Medjugorie, un fenomeno che la Chiesa sta ancora studiando".

La chiusura di Papa Francesco sulle apparizioni non rischia di far scadere la trascendenza nella superstizione?

"Quando nel 2000 Giovanni Paolo II volle la pubblicazione del terzo segreto di Fatima, fu accompagnata
dal commento teologico di Ratzinger, in quell'epoca cardinale. Lo stesso Papa Francesco ha citato quel commento esaustivo in cui Ratzinger parla di differenza tra rivelazione pubblica, che è quella di Gesù nei Vangeli ed è definitiva e l'unica che la Chiesa propone ai fedeli, e quella privata attraverso apparizioni, veggenti. In questo caso si tratta di apparizioni private, che non vanno a modificare il credo che la Chiesa propone al mondo. Se un domani le apparizioni di Medjugorie venissero riconosciute dalla Chiesa, la Chiesa non chiederà ai fedeli di crederci".

Rimanendo in tema di apparizioni, i pastorelli Francesco a Giacinta sono stati proclamati santi per la loro vita e non per le visioni della Vergine, riconosciute dalla Chiesa come fenomeno soprannaturale già nel 1930.

"Il Papa lo ha spiegato ieri, sono santi perchè hanno pregato, perché hanno vissuto una vita brevissima, sono morti a 10 anni. Il loro cammino di vita è stato segnato dalla pratica religiosa, ma poi c'è stato anche il miracolo dal quale deriva la beatificazione nel 2000, poi la canonizzazione nel 2017, per due guarigioni inspiegabili dal punto di vista scientifico che hanno fatto sì che diventassero beati e poi santi. L'iter è stato seguito regolarmente dalla Santa Sede".

Soprattutto sul web, alcuni non hanno gradito la modernità della celebrazione, con Gesù staccato dal crocifisso e altri piccoli particolari.

"L'arte si esprime in tanti modi, c'è un bellissimo crocifisso in Vaticano di un Cristo risorto che difficilmente qualcuno potrebbe disprezzare. Hanno pensato di organizzare un altare che richiamasse Gesù crocifisso risorto, se graficamente non è piaciuto a qualcuno vuol dire che non apprezza l'arte moderna. Direi che è stata una giornata bellissima, con il sole, oltre mezzo milioni di fedeli e in mondovisione".

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