Lavori socialmente utili, Puppato: "Non c'è un aggravio di costi, conviene a tutti"

17 gennaio 2017 ore 14:52, Americo Mascarucci
"Ma quali ricette di destra, sull'immigrazione stiamo dimostrando serietà e coerenza. La verità è che noi cerchiamo di risolvere i problemi, gli altri sono capaci soltanto di criticare".
La parlamentare del Partito Democratico Laura Puppato intervistata da Intelligonews parla del pacchetto immigrazione illustrato dal Ministro dell'Interno Marco Minniti, ed in particolare sul contestato punto dell'impiego dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili.

C'è chi dice che la narrazione multiculturale della sinistra sia fallita e che, per coprire questo fallimento, la sinistra copi le ricette della destra. Il piano Minniti sull'immigrazione ne sarebbe la dimostrazione. C'è effettivamente il tentativo dopo la sconfitta del 4 dicembre di abbracciare posizioni populiste?

"Respingo totalmente questa ricostruzione. In questi anni abbiamo cercato di gestire nel migliore dei modi un'emergenza che ci siamo trovati davanti. Abbiamo lavorato innanzitutto sul piano umano per accogliere e garantire la sopravvivenza alle tante persone che giungevano disperate sulle nostre coste. Poi abbiamo cercato di risolvere a monte i problemi che erano l'origine di questo esodo di massa con particolare riguardo alla crisi libica. Siamo stati l'unico paese ad aver aperto un'ambasciata in Libia non appena si è insediato un governo a Tripoli con cui confrontarci e collaborare. Infine abbiamo cercato la massima condivisione con l'Unione Europea per gestire il problema dell'immigrazione senza rinunciare ad alzare la voce quando lo abbiamo ritenuto necessario. Oggi con il pacchetto immigrazione stiamo mettendo in campo degli aggiornamenti, ma questo è in perfetta continuità con il lavoro svolto negli ultimi tre anni".
Lavori socialmente utili, Puppato: 'Non c'è un aggravio di costi, conviene a tutti'

Però la riapertura dei Cie, la detenzione dei clandestini, l'accelerazione delle espulsioni e l'impiego dei richiedenti asilo in lavori socialmente utili non sono ricette di destra che voi adesso sembrate aver sposato?

"Non mi sembra, visto che la Lega si oppone a tutte le ricette da noi proposte, sostenendo di essere disponibili ad accogliere soltanto i rifugiati. Posizione assurda, dal momento che non è possibile stabilire in un giorno se un migrante abbia diritto o meno alla status di rifugiato. Nel frattempo che facciamo con i richiedenti asilo? Non assicuriamo loro alcuna garanzia? Non garantiamo la sopravvivenza almeno per il primo anno? Quello che stiamo facendo è accogliere queste persone in maniera diffusa evitando concentrazioni sul territorio e anche qui incontriamo ostacoli proprio dagli amministratori della Lega e del centrodestra. Come fosse possibile non accogliere più i migranti. La verità è questa: noi cerchiamo di risolvere i problemi, e la destra ci ostacola in nome di assurdi preconcetti ideologici".

Intanto però il messaggio che sta passando è che si fanno lavorare i migranti mentre tanti italiani sono disoccupati e a loro nessuno offre nemmeno lavori socialmente utili.

"Normalmente ai richiedenti asilo divisi in piccoli gruppi si assomma un principio. Siccome lo Stato italiano e l'Unione Europea stanno pagando il loro soggiorno in Italia, in attesa che venga concesso lo status di rifugiati, si chiede una sorta di risarcimento attraverso l'impiego in piccole attività per dare l'idea di una disponibilità da parte dei migranti nei confronti del Paese ospitante. Non vedo cosa ci sia di scandaloso in questa proposta. Poi certo, ad ogni azione corrisponde sempre una critica. Se non li facciamo lavorare ci accusano di mandarli a zonzo per le città a delinquere, se li facciamo lavorare ci accusano di togliere il lavoro agli italiani. E' solo demagogia".

L'obiezione è sui costi. Queste persone non devono comunque essere pagate?

"Si tratta di piccoli lavori, non gravosi, funzionali a mantenerli impiegati e a dimostrare alle comunità che li ospitano che i soldi spesi vengono risarciti attraverso un loro impiego in attività di pubblica utilità. Non vedo un aggravio di costi. E' certamente garantita la copertura Inail per gli infortuni come avviene laddove i migranti sono già impiegati in attività lavorative. Io credo che questa soluzione sia nella convenienza di tutti, italiani e immigrati, perché permetterà di vedersi, di conoscersi e di dialogare per sentirci noi meno impauriti e loro meno estranei".
  
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