Archiviata morte Maurantonio, criminologo Meluzzi: "Perchè non sono d'accordo con i giudici"

17 maggio 2017 ore 16:38, Americo Mascarucci
La morte di Domenico Maurantonio, lo studente padovano di 19 anni che il 10 maggio 2015 precipitò dal quinto piano dell'hotel dove alloggiava insieme ai suoi compagni in gita a Milano per l'Expo, fu accidentale. Un incidente dunque e nulla di più. Lo ha stabilito il gip Paolo Guidi archiviando l'inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, come richiesto dai pm Alberto Nobili e Giancarla Serafini. Il legale dei genitori del ragazzo chiedeva di indagare ancora su 6 compagni di classe accusati di aver provocato la morte in seguito ad un folle gioco, ma per il gip il giovane era solo quando cadde. Tuttavia sono molti i dubbi che permangono intorno a questa vicenda e soprattutto in relazione all'estraneità di altri soggetti nel decesso. Fra chi non sembra molto convinto della ricostruzione fatta dalla Procura e accolta dal gip c'è il criminologo e psicologo Alessandro Meluzzi intervistato da Intelligonews. 

La convince la tesi della caduta accidentale che ha portato il gip ad archiviare l'indagine sulla morte di Maurantonio?

"Io non dispongo dei materiali investigativi di prima mano, ma certo c'erano alcune cose in quell'inchiesta che non tornavano e che quindi non convincono. La traiettoria della caduta per esempio, oppure la presenza delle mani sul davanzale. L'impressione che emergeva faceva pensare di più a uno scherzo o una goliardata da ubriachi finita male".
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Ma è credibile che la morte possa essere avvenuta in quel modo nonostante l'altezza del davanzale della finestra distante dal pavimento circa un metro e 10?

"Che la caduta possa essere avvenuta nella solitudine di un momento di disorientemento e di disturbo intestinale, mi pare francamente ipotesi difficile da credere. Però, se si giunge a queste conclusioni è perchè evidentemente ci sono delle evidenze assolute".

Le indagini sono state sufficientemente approfondite a suo giudizio?

"Io avrei approfondito ulteriormente, soprattutto avrei fatto qualche indagine utilizzando i famosi manichini, per esaminare in modo approfondito la traiettoria della caduta: non pare esattamente quella di una persona che si sporge per defecare da una finestra visto che ci sono dei segni anche sull'esterno, sia delle mani che delle escrezioni. Probabilmente soltanto con una conoscenza diretta degli elementi oggettivi raccolti sulla scena si può dire qualcosa di preciso. Sentirsi male e mettere in atto quel tipo di condotta mi sembra piuttosto improbabile in generale; la possibilità tecnica di eseguirla mi pare ancora più complessa. Forse percorrere un'ipotesi alternativa sarebbe stato scomodo, alla fine meglio derubricare tutto ad incidente".

La famiglia cosa dovrebbe fare secondo lei?

"Chiedere nuove indagini, ma non dubito lo farà"

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