Erdogan super-presidente, l'esperto Di Liddo: "Brogli? La sua è vittoria politica, ma l'Europa..."

18 aprile 2017 ore 17:04, Andrea De Angelis
Alla fine Erdogan ce l'ha fatta, è riuscito a mettere in soffitta la riforma firmata Ataturk di un secolo fa. Il "padre della patria" sorpassato dunque da quello che oggi la stampa chiama il "super-presidente". Ma cosa cambia davvero in Turchia? E le schede senza timbro (oltre due milioni) comunque validate possono aver deciso il risultato? La percentuale del Sì si è infatti fermata al 51,4% e prezioso è stato anche il voto dei turchi all'estero (in Germania quasi due su tre, ad esempio, hanno votato Sì). E ancora: chi ha paura di Erdogan? IntelligoNews ne ha parlato con Marco Di Liddo, membro del Ce.S.I. - Centro Studi Internazionali...

L'Osce punta il dito contro quei due milioni e mezzo di voti che potrebbero essere stati manipolati. Insomma, Erdogan ha vinto o la partita non è chiusa?
"L'Osce non ha il potere di invalidare l'esito di un'elezione, ma dire se sono stati rispettati determinati criteri. L'Osce offre un certificato, poi valuta la commissione elettorale turca che già si è espressa a favore della validità del voto. Poi ci sono le proteste, le richieste di riconteggio che possono essere avanzate dai partiti all'opposizione. Naturalmente in questo momento si può giudicare solo il dato elettorale ufficiale, quel 51,4% che è una vittoria politica per Erdogan". 

Erdogan super-presidente, l'esperto Di Liddo: 'Brogli? La sua è vittoria politica, ma l'Europa...'
Il presidente turco la insegue da tempo. 
"Erdogan la insegue da quando è entrato in politica e quindi con questo referendum ha fatto quello che in gergo pokeristico si chiama "all in". Si è giocato tutto. Al di là della mano che ha ottenuto per vincere, in questo caso il 51%, ha raddoppiato la posta. Ha vinto tutto. La vittoria politica è quella che conta, non il numero ai suoi occhi. L'esito è per lui positivo ed il Paese è cambiato e così sarà per il prossimo futuro". 

Tajani ha già detto che se la Turchia approverà la pena di morte potrà dimenticarsi l'Europa, ma più in generale il risultato di ieri allontana il Paese dalla Ue?
"La Turchia si è allontanata dall'Unione Europea quando Francia e Germania, per motivi diversi, rallentarono il processo di integrazione. Parliamo di circa dieci anni fa. Un cambio epocale rispetto al dossier di integrazione. Da quel momento in poi Erdogan capì che il futuro del suo Paese non poteva andare verso l'integrazione europea, ma verso il recupero pieno della sua vocazione islamica e di potenza regionale in Medio Oriente. Quello a cui assistiamo oggi è soltanto l'effetto finale di un qualcosa iniziato, come visto, da tempo. Ovviamente se Erdogan dovesse reintegrare la pena di morte ci troveremmo dinanzi ad un effetto legale della Turchia assolutamente incompatibile con i principi europei, anche dal punto di vista dell'immagine. Se però andiamo ad osservare la Turchia moderna ci sono già tanti altri aspetti di gestione della cosa pubblica che vanno i principi della Ue. Non è qualcosa che cambia oggi, per concludere, ma che è mutato già tempo fa". 

Questo "super-presidente" a chi fa paura? Con Trump c'è già stata una telefonata ieri, forse è proprio l'Europa a temere qualcosa e se sì cosa?
"Diciamo che con la vittoria del referendum Erdogan ha legittimato legalmente un aspetto che già durava da un po' di tempo. Ossia il suo luogo focale, centrale all'interno della politica nazionale. L'Europa non ha paura di un Erdogan che costituzionalmente ha tutti questi poteri, semmai già da qualche anno aveva paura di un presidente con una linea politica interna ed estera chiaramente conservatrice ed antieuropea. Sotto certi aspetti addirittura ricattatoria, basti pensare ai migranti. L'Europa ha fatto il patto col diavolo chiedendo alla Turchia di bloccare la rotta balcanica in cambio di lauti finanziamenti. 

In futuro cosa accadrà?
"Si potrà avere paura in questo senso, cioè di un Erdogan che in virtù dei nuovi poteri magari psicologicamente oltre che politicamente potrebbe sentirsi onnipotente. L'Europa potrà trovarsi davanti un Paese non solo cambiato, ma che dipende in maniera diretta dagli umori e dalle idee di un solo uomo". 

#turchia #erdogan #referendum 
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