Smartphone alla guida, sulla sospensione della patente è polemica

18 luglio 2017 ore 13:42, Luca Lippi
Ritorna prepotente la questione dell’uso del telefono alla guida. È sicuramente vietato, ma la disciplina sanzionatoria non è sufficiente per evitare l’inosservanza della disciplina. Eppure sono tantissimi gli incidenti che sono stati causati a causa della distrazione del conducente perché usava lo smartphone mentre era alla guida. Decine sono i casi raccolti nei verbali della polizia stradale, ma soprattutto decine sono le sagnalazioni che arrivano dall’utenza di autisti di mezzi pubblici distratti usando il telefono cellulare in servizio. 
L’articolo 173 del codice della strada vieta al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani). La multa per chi viene colto sul fatto è veramente ridicola se comparata ai disastri che possono essere cagionati dal contravvenire la norma, 161 euro e -5 punti patente. Alla seconda infrazione nel biennio del medesimo tipo è prevista la sospensione della patente da uno a 3 mesi. Per arginare il fenomeno dei sinistri da telefonino, a maggio 2017 diversi esponenti di Governo hanno annunciato un giro di vite.
Smartphone alla guida, sulla sospensione della patente è polemica
Il primo annuncio risale al maggio ultimo scorso, quando per decreto, visto che la riforma del Codice della strada attraverso un disegno di legge è ferma da tempo in Parlamento, il legislatore ha pensato al ritiro immediato della patente. L’entrata in vigore era prevista entro la fine del mese di maggio. È stato il viceministro dei Trasporti Nencini a chiedere questa stretta.
Purtroppo, ai primi di luglio con un disegno legge, la sanzione diventerebbe questa: 161 euro, taglio di 10 punti subito e sospensione della patente da 2 a 6 mesi alla seconda infrazione nel biennio. Quindi, la sottrazione di punteggio e lo stop alla patente raddoppiano; però solo alla recidiva: 2 violazioni in 2 anni. Indiscrezione confermata a metà mese. Con le nuove regole future che specificherebbero:È vietato al conducente di fare uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi analoghi” oppure “di usare cuffie sonore”. Un modo per svecchiare un Codice della Strada antiquato, concepito quando molte tecnologie non esistevano.
Immediatamente è arrivata la protesta dell’Asaps:È improvvisamente scomparsa la previsione della sospensione della patente alla prima violazione per i conducenti che usano il cellulare alla guida. La modifica si limita al raddoppio del periodo di sospensione da 2 a 6 mesi e dei punti prelevati da 5 diventano 10, ma alla seconda violazione nel biennio. No non ci siamo proprio. L'impegno assunto dal viceministro ai Trasporti Riccardo Nencini con la sua proposta di sospensione alla prima violazione e voluto fortemente dal Servizio Polizia Stradale e dall’Asaps (che lo aveva proposto fin dal 2015) è saltato”. A questo punto è stato interpellato il viceministro Nencini, e pare proprio (come riportato dall’Asaps) che abbia raccolto la protesta “Nencini, sentito in proposito, ha assicurato che presenterà un emendamento nel senso auspicato per la sospensione della patente alla prima violazione”.
In conclusione: come segnala poliziamunicipale.it, è ancora bloccato presso l'ottava commissione lavori pubblici del Senato l'iter del disegno di legge delega S 1638 per la riforma del Codice della Strada. L'ultima seduta risale a marzo 2017: il ministero dell’Economia eccepisce in particolare alcuni seri problemi di copertura finanziaria che non sono ancora stati risolti. Poi, il Governo promette un decreto. Quindi, in parallelo, è in corso di esame presso la Camera il disegno di legge C 1512 e abbinati per la riforma del Codice della Strada. Questo per quanto riguarda lo smartphone e altri temi spinosi. Senza contare che il reato di omicidio e lesioni stradali, introdotto a fine marzo 2016, è in attesa di modifiche, perché penalizza anche chi commette una (imperdonabile) distrazione, anziché sanzionare in modo pesante ubriachi e drogati alla guida.

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autore / Luca Lippi
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