Russiagate, cosa rischia Trump con l'impeachment: i precedenti illustri

18 maggio 2017 ore 12:10, Americo Mascarucci
Donald Trump dunque a rischio impeachment? A pochi mesi dall'elezione il presidente degli Stati Uniti deve già fare i conti con il tentativo di una messa in stato d'accusa che potrebbe portare alla sua destituzione. Procedura non facile da mettere in atto e che al momento si prospetta come altamente improbabile. Ma che si cerchi di far cadere Trump a tutti i costi appare sempre più evidente.
Russiagate, cosa rischia Trump con l'impeachment: i precedenti illustri

COS'E' L'IMPEACHMENT - La messa in stato di accusa o impeachment è un istituto giuridico col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell'esercizio delle loro funzioni. La Costituzione americana recita che il Congresso può avviare l’impeachment in base alle accuse di "tradimento, corruzione o altri crimini e delitti". 

COME FUNZIONA - La procedura è promossa dalla Camera dei Rappresentanti, che deve votare a favore con la maggioranza semplice (218 su 435, oggi i dem hanno 193 deputati) indicando i capi d’accusa.  Il verdetto finale spetta al Senato ma la condanna deve essere approvata dal quorum qualificato dei due terzi dei seggi.

COSA RISCHIA TRUMP - La Costituzione americana, nella Sezione 4 dell’articolo 2, quello che descrive poteri e prerogative del capo dello Stato, stabilisce che "il Presidente, il vice presidente e tutti i funzionari degli Stati Uniti, saranno rimossi dall’incarico sulla base di un’accusa (impeachment) e di una condanna per tradimento, corruzione o altri gravi crimini e misfatti".

LE ACCUSE - Secondo un appunto manoscritto di James Comey (l’ex direttore Fbi licenziato il 9 maggio) il presidente gli avrebbe chiesto di insabbiare due inchieste tra loro legate: quella sul cosiddetto Russiagate e quella su Michael Flynn, l’ex consigliere per la Sicurezza Nazionale costretto alle dimissioni per i suoi legami poco chiari con Putin. Il Washington Post rivela poi che The Donald avrebbe passato ai russi delicate informazioni di Intelligence (ottenute da Israele) sulla guerra allo Stato Islamico. La Casa Bianca smentisce, ma nel giro di poche ore è lo stesso presidente a confermare: "È un mio diritto farlo". Da un punto di vista legale Trump ha ragione, il presidente ha l’autorità per declassificare documenti top secret se lo ritenga necessario. A meno che nel farlo non commetta un crimine. E' ciò che dovrà essere accertato.

I PRECEDENTI - Sono stati sottoposti a impeachment il Presidente repubblicano Andrew Johnson (1868) e quello democratico Bill Clinton (1999). Non si può invece propriamente parlare di impeachment per i casi di Spiro Agnew (1972), vicepresidente con Nixon, e di Richard Nixon stesso (1973 per lo scandalo Watergate), poiché le dimissioni di entrambi chiusero la procedura prima che venisse avviata formalmente. 
JOHNSON - Andrew Johnson che era stato vice di Abraham Lincoln e lo aveva sostituito dopo il suo assassinio (1865), fu sottoposto all'impeachment per alcuni supposti abusi nell'esercizio dei suoi poteri, nel quadro di un conflitto senza esclusione di colpi con il Congresso. Johnson era contrario alla politica fortemente punitiva che il Parlamento, conclusa la guerra di secessione americana (1861-1865), stava intraprendendo contro gli Stati del Sud; si salvò per un solo voto, ma il partito repubblicano a cui apparteneva e che dominava il Congresso non lo ricandidò.
CLINTON - Clinton ha subito l'impeachment per aver mentito sulla sua relazione con una giovane stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky e inoltre per aver ostacolato la giustizia, in particolare a causa delle pressioni esercitate su alcuni collaboratori affinché non emergesse la verità. La tesi che ha prevalso, nell'opinione pubblica e nel Congresso, fu che questi comportamenti attenevano più alla sfera privata che a quella pubblica del Presidente; perciò il Senato lo ha assolto con apposito voto nel febbraio del 1999.
NIXON -  Nel 1974 Nixon fu coinvolto nello scandalo Watergate e costretto a dimettersi.
Il Watergate fu una serie di eventi che durò circa due anni (1972-1974) e che era iniziato con un abuso di potere da parte dell'Amministrazione Nixon finalizzato a indebolire l'opposizione politica dei movimenti pacifisti e del Partito democratico. 
Importanti atti d'accusa furono le "carte del Pentagono" (Pentagon papers), uno studio top-secret del Dipartimento della Difesa sul coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam e sui precedenti conflitti politici o militari nel Sud-Est asiatico, alla vigilia della fine dell'occupazione coloniale francese in Indocina. Nixon resse a due anni di montanti difficoltà politiche, ottenendo all'inizio persino la rielezione, ma la pubblicazione nell'agosto 1974 del nastro con le prove schiaccianti delle sue responsabilità, delineò la prospettiva di un sicuro impeachment (rimozione). Nixon diede le dimissioni quattro giorni dopo, l'8 agosto prima che la Camera dei Rappresentanti desse via libera alla procedura.

CONCLUSIONI - Ma alla fine si sta ancora ai tempi della guerra fredda? La sensazione sembra essere proprio questa visto che le accuse contro Trump sono tutte incentrate sui suoi rapporti con Mosca. Ma se Putin è un alleato strategico nella guerra al terrorismo, lo scambio di informazioni anche riservate non dovrebbe essere a discrezione del Presidente? Se Trump ha ritenuto opportuno riferire determinate informazioni in suo possesso ai russi, non può certo averlo fatto per ingenuità o perché sprovveduto. E allora? Forse la guerra fredda non è mai realmente finita. E l'Isis è davvero il principale nemico degli Usa?

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