Spari all'aeroporto di Orly, ucciso attentatore: era una "fiche J"

18 marzo 2017 ore 14:32, Adriano Scianca
A poche ore dallo sgozzamento delle due persone in centro a Parigi, altro sangue viene versato in Francia per probabili ragioni legate allo jihadismo. All'aeroporto parigino di Orly, n uomo ha tentato di rubare un mitra dalle mani di una poliziotta dopo averla spinta a terra. A quel punto due colleghi della donna hanno aperto il fuoco contro di lui, uccidendolo. 

Spari all'aeroporto di Orly, ucciso attentatore: era una 'fiche J'

Non ci sono feriti, precisa una fonte ufficiale francese. Si cercano eventuali complici dell'aggressore. I fatti sarebbero avvenuti nei pressi di uno sportello della Turkish Airlines, durante il check-in di un volo per Istanbul-Tel Aviv. Una scelta, probabilmente, non casuale. E' subito scattata un'operazione di artificieri e poliziotti per escludere la presenza di eventuali ordigni o di altre minacce per la sicurezza, ma i controlli non hanno rivelato traccia di esplosivi, ha detto il portavoce del ministero dell'Interno. Non era peraltro il primo crimine commesso dall'attentatore nella giornata: “L'aggressore di Orly aveva prima sparato a un posto di blocco”, ha detto la polizia. 

Si trattava di un normale controllo stradale a Stains, nella banlieue nord di Parigi. Un agente era stato ferito in modo lieve. L'attentatore era poi stato “avvistato” a Vitry-sur-Seine per un “furto d'auto”, prima che si recasse a Orly. L'aggressore era noto ai servizi di Intelligence, riferisce una fonte della polizia, per traffico di droga e altri reati comuni (era una “fiche J”, non “fiche S”, la classificazione che indica i sospetti jihadisti), ma era anche stato sorvegliato perché le autorità sospettavano si fosse radicalizzato in prigione. I controlli erano poi stati sospesi. L'uomo è di passaporto francese ed è nato il 14 febbraio 1978.
caricamento in corso...
caricamento in corso...