Testamento biologico, De Carli: "Vi spiego i nostri emendamenti Vs Pd che vuole tappe forzate"

19 gennaio 2017 ore 15:13, intelligo
Il dibattito sul disegno di legge sul testamento biologico sta per entrare nel vivo. Dopo che la commissione Affari Sociali della Camera ha deciso di “tagliare” gli emendamenti, limitandoli a due al massimo per ogni articolo, il testo potrebbe arrivare in aula già il 30 gennaio. E’ dunque chiara la volontà della maggioranza di procedere a tappe forzate, per arrivare a offrire al Paese, dopo le unioni civili (non a caso rivendicate come un successo dal premier Gentiloni subito dopo avere lasciato il Policlinico Gemelli), anche la via italiana per l’eutanasia. Le opposizioni di ispirazione cattolica, grazie al contributo dei Giuristi per la Vita e del Popolo della Famiglia, avevano proposto migliaia di emendamenti di sbarramento. Ne parliamo con Mirko De Carli del PdF. 
Testamento biologico, De Carli: 'Vi spiego i nostri emendamenti Vs Pd che vuole tappe forzate'
De Carli fare ostruzionismo è la strategia migliore? 

"Innanzitutto, va detto che abbiamo presentato anche emendamenti non ostruzionistici, per cercare di migliorare il testo affrontando gli aspetti più controversi. Purtroppo, ora sarà più difficile un confronto parlamentare consapevole su questi temi. E’ diventato chiaro che in Aula si potrà discutere soltanto sui principi. Purtroppo, se non si può entrare con competenza tecnica nel merito un testo di legge, la stessa rischierà di diventare soltanto una cornice di enunciazioni. Quindi, una volta approvato il ddl, si arriverà più facilmente alle interpretazioni mirate e capziose da parte degli operatori sanitari, nella prassi, e eventualmente da parte dei giudici. Il risultato sarà che introdurranno in Italia il suicidio assistito, e probabilmente è già ora quello che vogliono, visto che si tratta di una tecnica parlamentare collaudata. Il Pd intende procedere a tappe forzate all’introduzione del testamento biologico, per offrire ai suoi elettori l'ennesimo scempio dei valori della vita e della famiglia. Del resto, pare essere proprio questo l’unico biglietto da visita con il quale si presenteranno alle elezioni, visto che riguardo ai temi economici e istituzionali il renzismo ha ormai già dichiarato il suo fallimento"

Ma non è che facendo ostruzione avete dato involontariamente un assist ai vostri avversari?

"Intanto, ripeto che i nostri emendamenti non erano soltanto di sbarramento. Comunque, fare ostruzionismo serve a restituire un ruolo al parlamento, evitando che lo stesso diventi un mero esecutore della volontà dei governi. Le forze laiciste che hanno imposto le unioni civili già in questa legislatura potrebbero tornare alla carica con la legge sull’omofobia, e quindi non bisogna dare l’idea di avere abbassato la guardia. Ci deve sempre essere una presenza politica, anche se minoritaria, che su temi così essenziali sia pronta a uno sbarramento che parta dalle commissioni per poi continuare, se necessario, fino alla Corte Costituzionale e gli organismi sovranazionali. Anche se le battaglie possono essere perse, la presenza parlamentare è comunque fondamentale per evitare che il paese scivoli nella dittatura". 

Quali dovevano essere gli emendamenti costruttivi sul ddl del testamento biologico?

"In primo luogo, visto che lo stesso ddl valorizza l’autonomia decisionale e la responsabilità del medico, chiediamo che sia data a quest’ultimo la facoltà di non aderire alla volontà del paziente che rifiutasse il trattamento sanitario. A parte la tutela della dignità professionale, si conferirebbe così al medico stesso la possibilità di rendersi soggetto attivo nella tutela della persona, anche di fronte a circostanze estreme. Inoltre, speriamo di ottenere l’ abolizione del riferimento all’amministratore di sostegno, tra i soggetti che potrebbero esprimere il consenso informato. Queste figure non danno sufficienti garanzie a tutela della vita del paziente, considerato che spesso esercitano il loro ufficio solo per questioni patrimoniali, senza essere legate al paziente da vincoli affettivi. Senza contare il fatto che, anche in presenza di legami di parentela, potrebbero avere comunque interessi indiretti sulla eredità".

La via parlamentare è ancora percorribile per restituire al Paese una speranza riguardo ai valori della vita e della famiglia?

"Certo, non ci sono alternative. Chi coglie la centralità di questi temi non può più fare a meno di una presenza autonoma in parlamento. E non può più affidarsi ai partiti tradizionali, né ai singoli deputati volonterosi. Poi, rimane vero che nella società, più che l’introduzione di leggi specifiche, occorrerebbe un ritorno ai principi fondamentali. Certi valori fino a pochi decenni fa erano scontati, ma oggi, quando si parla di vita e di morte, anche tra i magistrati e i medici si fa presto a essere irretiti dalla menzogna e dall’ambiguità. Purtroppo c'è da temere che per l'eutanasia, come già sta avvenendo per altri settori della cosiddetta “biopolitica”, certi abusi dilaghino nella prassi, e vengano garantiti più per via giudiziaria, che non in ossequio al dettato delle leggi. Ma anche per questo, combattere la battaglia in parlamento, in un modo riconoscibile e autonomo, chiedendo agli elettori un consenso non “mascherato” su una piattaforma di contenuti politici che rimettano al centro vita e famiglia, è divenuto indispensabile".
autore / intelligo
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