I Lord provano a sabotare la Brexit: "Garantire diritti di cittadini Ue"

02 marzo 2017 ore 8:57, Adriano Scianca
Governo britannico sconfitto in Parlamento sulla Brexit. La Camera dei Lord ha approvato un emendamento, con 358 voti a favore e 256 contrari, che chiede siano garantiti i diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito. Il testo ora deve tornare ai Comuni, a cui spetta l'ultima parola. 

I Lord provano a sabotare la Brexit: 'Garantire diritti di cittadini Ue'

Determinante il voto dei Lord laburisti, liberaldemocratici e indipendenti, ma anche qualche conservatore ha votato sì, in disaccordo con l'indicazione del ministro dell'Interno, Amber Rudd. Il governo Tory - che intenderebbe far scattare entro fine marzo l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, premessa all'iter formale di recesso dall'Ue - assicura di voler a sua volta tutelare i cittadini europei che vivono sull'isola. E tuttavia ha rifiutato finora d'impegnarsi prima di un accordo negoziale con Bruxelles che garantisca in "un regime di reciprocità" pure i diritti dei cittadini britannici sparsi per il continente. Ma i Lord questa volta si sono impuntati, anche per dare un segnale. E hanno messo nero su bianco una clausola che mira a vincolare l'esecutivo a mettere al sicuro il futuro di coloro che si sono trasferiti in Gran Bretagna da altri Paesi Ue al massimo entro 3 mesi dall'attivazione dell'articolo 50. 

L'esecutivo conservatore di Theresa May non ha nascosto la propria delusione per il voto della Camera Alta e ha fatto sapere che cercherà di ribaltare la sconfitta sulla legge che dà il via all'uscita dalla Ue.  Il dicastero per la Brexit guidato dall'euroscettico David Davis ha fatto in ogni modo stasera buon viso a cattivo gioco: "Siamo delusi - si legge in una nota ripresa dalla Bbc - della scelta dei Lord d'approvare un emendamento alla legge che i Comuni avevano passato senza emendamenti. Questa legge ha il chiaro scopo di dare attuazione al risultato del referendum e di consentire al governo di procedere con i negoziati". Negoziati che partiranno comunque in tempi brevi, insiste il ministero, ribadendo che le garanzie nei confronti "dei cittadini europei e di quelli britannici dovranno essere definite insieme, quanto prima possibile". 

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