Almaviva, è lotta per 2500 lavoratori. Pugno duro governo: "Ultima proposta"

20 dicembre 2016 ore 16:33, Andrea De Angelis
Vertenza call center Almaviva, siamo probabilmente all'ultima lotta. Sindacati da una parte, Governo dall'altra e lavoratori in attesa di capire come andrà a finire. Da Roma alzano la voce: "Questa è l'ultima proposta". 

L’ultima proposta per tentare di evitare 2.500 licenziamenti tra Roma e Napoli la formula il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. Al suo fianco c’è Teresa Bellanova, la sua vice, che lo ha preparato nei minimi dettagli. Si tratta di un "lodo non negoziabile". Ed è, soprattutto, una delle "partite" più delicate e importanti dell'intero 2016. Per il Governo, ma soprattutto per i sindacati che sanno di dover sì trattare ad oltranza, ma anche di non poter perdere questa sfida. Il bacino di persone coinvolte sfiora le diecimila, considerando coniugi, figli. Intere famiglie sull'orlo di una crisi terribile. 
In cosa consiste questa proposta? Come scrive il Corriere, questa prevede l’azzeramento della quota contributiva a carico dell’azienda per la cassa integrazione. Un assegno di tre milioni di euro che Almaviva potrebbe evitare di pagare. Unito al prosieguo degli ammortizzatori sociali, rifinanziati dall’ultima legge di Bilancio per 30 milioni di euro (ma dovranno servire anche alle altre realtà in crisi nei call center). Ancora il controllo sul lavoratore basato su metodi più stringenti, in modo da recuperare produttività. La formazione finanziata dalle regioni coinvolte (Lazio, Sicilia e Campania) per riqualificare il personale. 

Almaviva, è lotta per 2500 lavoratori. Pugno duro governo: 'Ultima proposta'
L’azienda ha fatto sapere di essere favorevole a un eventuale lodo, accogliendo la disponibilità del governo a redigerlo e apprezzando il significato della proposta. Almaviva ha però aggiunto, come sottolinea Il Fatto Quotidiano, che gli amministratori della società "valuteranno i contenuti di tale lodo tenendo conto dell’esigenza imprescindibile di garantire la continuità economica aziendale". In particolare, in una nota diffusa da Almaviva si legge che gli stessi amministratori "non potranno accettare proposte sprovviste di azioni e strumenti capaci di garantire un piano di risanamento economicamente sostenibile, che abbia effetti sull’intero perimetro nazionale della società e che produca i suoi effetti concreti già a partire da gennaio 2017".
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