Morte Kim Jong-nam è una spy story: tracce, indizi e servizi segreti [VIDEO]

20 febbraio 2017 ore 13:40, Luca Lippi
A una settimana dall’omicidio di Kim Jong-nam, 46enne fratellastro del leader nordcoreano Kim Jong-un si rimpallano sulle pagine dei media internazionali notizie e aggiornamenti sullo stato delle indagini. E non mancano le supposizioni.

GLI UNICI FATTI CERTI
La vittima si trovava in Malesia con un passaporto falso, il nome sul documento era Kim Chol, e secondo una ricostruzione fornita alla Reuters da un alto funzionario di polizia malese sarebbe dovuto partire con il volo delle 10:50 per Macao, dove viveva, lunedì 13 febbraio. Si sarebbe sentito male alle 9 del mattino, mentre era in fila al check-in del terminal dell'aeroporto internazionale di Kuala Lumpur, dove ha iniziato a lamentare giramenti di testa e malessere generale: è stato trasferito inizialmente nella clinica dell'aeroporto ed è morto sull'ambulanza che lo stava trasportando al Putrajaya Hospital della capitale malese.

LE SUPPOSIZIONI
Secondo Washington Kim Jong-nam è stato avvelenato ma non si espone nel dichiarare ‘come’. Secondo alcuni media sudcoreani come Chosun TV, citando fonti governative di Seul, il fratellastro del dittatore nordcoreano sarebbe stato avvelenato con un ago da due donne fuggite poi dall'aeroporto a bordo di un taxi. Il capo dei servizi segreti sudcoreani ha affermato che l'omicidio sarebbe stato ordinato dalle autorità di Pyongyang. Forse da Kim Jong-un in persona. 

LA RICOSTRUZIONE DEL WASHINGTON POST  
Kim Jong-nam sarebbe stato letteralmente aggredito da due donne molto avvenenti, che lo avrebbero avvelenato: una di loro indossava un maglione bianco con la scritta “LOL” e il suo volto è stato catturato da alcune telecamere di sorveglianza dell'aeroporto.
Una delle due avrebbe spruzzato del liquido sul volto del malcapitato, l'altra gli ha tenuto premuto sul viso un panno per una decina di secondi e poi si sono dileguate, nell'indifferenza del caos aeroportuale: al tassista che le ha condotte all'Empire Hotel di Kuala Lumpur hanno detto di essere originarie del Vietnam.

Morte Kim Jong-nam è una spy story: tracce, indizi e servizi segreti [VIDEO]

L’autopsia è stata eseguita, ma non sono mai stati resi pubblici i risultati dell’esame autoptico. Intanto la polizia malese ha arrestato una donna di 28 anni, Doan Thi Huong, identificata attraverso i filmati della videosorveglianza e sarebbe proprio lei la donna con la maglia bianca. Venerdì 17 le agenzie stampa hanno pubblicato la notizia dell'arresto di altre due persone in relazione alla morte di Kim Jong-nam.

PERCHE' L'OMICIDIO 
Kim Jong-nam aveva lo stesso padre di Kim Jong-un ma è nato da una madre diversa, l'attrice Song Hye-rim con cui il “Presidente Eterno” Kim Jong-il ha avuto una relazione clandestina: per anni l'esistenza stessa di Kim Jong-nam è stata tenuta nascosta, è stato mandato a studiare prima a Mosca e poi in Svizzera, ed ha dovuto assistere a una sorta di sterminio della propria famiglia (zii, fratelli, amici di famiglia mandati nei campi di lavoro, parenti che vivono oggi sotto protezione). Nel 2001 fu fermato all'aeroporto Narita di Tokyo con un falso passaporto della Repubblica Dominicana. Si scoprì, una volta espulso dal Giappone, che era sua abitudine volare tra Pyongyang e Tokyo per frequentare i bordelli nel quartiere Yoshiwara: uno scandalo per l'élite nordcoreana, anche perché Jong-nam sarebbe potuto diventare successore del padre al posto del fratello Jong-un. Quello scandalo, insopportabile per il regime, fu l'evento che lo fece definitivamente diventare la pecora nera della famiglia Kim: fu esiliato e si stabilì a Macao, dando così sfogo alla sua passione per il gioco d'azzardo, ma il regime non lo ha mai dimenticato, come se fosse su una qualche lista nera di traditori da eliminare.
Se le speculazioni sul coinvolgimento di Kim Jong-un nella morte del fratellastro fossero confermate, il che è molto probabile ma non è assolutamente sicuro (secondo quando detto alla Reuters da Koh Yu-hwan, docente alla Dongguk University di Seul, i mandanti dell'omicidio potrebbero essere dei lealisti del regime nordcoreano desiderosi di fare un favore al capo), saremmo di fronte a un messaggio molto forte, e chiaro, lanciato dal regime di Pyongyang: nessuno può sfuggire alla vendetta di Kim.

LA RETE DI SPIONAGGIO
AsiaOne ricorda come le spie della Corea del Nord operino in continuità in Malesia, a Singapore e in Indonesia da almeno due decenni: l'agenzia di intelligence di Pyongyang si chiama Reconnaissance General Bureau, agisce sotto la giurisdizione del Dipartimento di Stato per la sicurezza e risponde direttamente al leader Kim Jong-un.  Inoltre, la Corea del Nord ha una lunghissima tradizione di spie, anche di genere femminile (cui spesso vengono affidati i compiti più pericolosi e mortali.




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autore / Luca Lippi
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